Istat: deficit al 4,3% primo trimestre
Tasse 30 Giugno Giu 2017 1028 30 giugno 2017

Istat, crescono pressione fiscale e potere d'acquisto delle famiglie

Nel primo trimestre del 2017 la pressione fiscale ha toccato quota 38,9% in aumento rispetto allo scorso anno. Su anche il potere d'acquisto delle famiglie salito dello 0,8%.

 

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Pressione fiscale in crescita nei primi mesi del 2017. Secondo l'Istat nei primo trimestre di quest'anno la pressione è stata pari al 38,9%, segnando un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Ma nello stesso periodo a crescere è stato anche il potere d'acquisto delle famiglie cresciuto dello 0,8%. Un dato in risalita rispetto al calo degli ultimi mesi del 2016. L'istituto di statistica ha anche rilevato che su base annua il balzo è stato dell'1,2%.

IN CRESCITA IL REDDITO DELLE FAMIGLIE. Sempre secondo l'Istat nel primo trimestre il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dell'1,5% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell'1,3%. L'istituto ha segnato anche un rialzo annuo del 2,4% per il reddito e un +2,6% per la spesa. In entrambi i casi si tratta degli incrementi tendenziali più alti dal terzo trimestre del 2011.

SU LA PROPENSIONE AL RISPARMIO. Nel trimestre quindi il reddito disponibile delle famiglie, ha evidenziato l'Istat, è cresciuto in modo «significativo». E, infatti, nonostante la ripresa dell'inflazione il potere d'acquisto, il reddito reale (al netto dell'andamento dei prezzi), si è mantenuto positivo. L'incremento è stato nei primi tre mesi del 2017 più forte rispetto al rialzo del consumi, determinando così una risalita della propensione al risparmio (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile).

STABILE IL TASSO DI INVESTIMENTO. Sempre nel primo trimestre il tasso di investimento delle famiglie consumatrici è rimasto al 6,1%: fermo in termini congiunturali e in aumento di 0,1 punti su base annua (si tratta del rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono esclusivamente la spesa per l'acquisto di abitazioni e per la loro manutenzione straordinaria, e reddito disponibile lordo). Passando dalle famiglie alle imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,0%, risulta invariata rispetto al trimestre precedente, mentre il tasso di investimento è sceso al 19,9% (20,4% nel trimestre precedente).

GIU' GLI INVESTIMENTI NELLA P.A. Nel primo trimestre del 2017 gli investimenti fissi lordi della P.A sono diminuiti del 3,8% su base annua. Si tratta del quinto calo consecutivo. Non solo. L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 4,3%, risultando inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2016 (quando era al 4,9%). Si tratta del valore più basso del deficit, in base a confronti tendenziali (gli unici possibili), dal 2000, ovvero da 17 anni.

DEFICIT AI LIVELLI DEL 2000. L'Istat ha messo quindi in evidenza il «netto miglioramento del deficit», ricordando che, visto «il ciclo dei pagamenti e delle riscossioni», il rapporto nel primo trimestre dell'anno risulta «di solito più ampio» a paragone con i trimestri successivi. Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un'incidenza sul Pil dello 0,6% (-1,4% nel primo trimestre del 2016). Le uscite totali sono aumentate dello 0,8%, mentre le entrate sono salite del 2,0%, sempre su base annua.

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