Mauro Moretti
4 Luglio Lug 2017 1100 04 luglio 2017

Mauro Moretti, l'ombra del conflitto di interessi con Previndai

L'ex n.1 di Leonardo-Finmeccanica ha trovato un posto ai vertici del fondo pensione dei dirigenti industriali. Lo stesso che impose al colosso della Difesa nel suo ultimo anno da ad. E il caso finisce in parlamento.

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Non solo i 9 milioni di euro di buonuscita. Per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica, è stato facile trovare subito anche un posto di vertice in Previndai, fondo pensione dei dirigenti industriali il cui rapporto è stato sottoscritto e viene gestito da Confindustria e Federmanager. Nulla di male, verrebbe da dire, anche perché l'ente previdenziale non ha conflitti di interessi con il mondo dalla Difesa. Peccato però che è stato proprio Moretti a imporre Previndai in Leonardo nell'ultimo anno del suo mandato come ad.

CHIESTI CHIARIMENTI AI MINISTERI. Da qui le inevitabili polemiche, questa volta portate in Senato da Maurizio Gasparri, parlamentare di Forza Italia mai tenero con l'ex numero uno di Ferrovie dello Stato condannato per la strage di Viareggio. Così il giorno prima dell'anniversario della tragedia, Gasparri ha chiesto chiarimenti al ministero dello Sviluppo e a quello dei Trasporti, per sapere se non ci fossero conflitti di interessi sulla nomina di Moretti.

QUELL'INVITO A TUTTI I DIRIGENTI. Si legge nell'interrogazione del 28 giugno 2017: «Uno dei primi atti dell'ingegner Mauro Moretti, dopo la sua nomina ad amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica SpA (oggi Leonardo SpA), fu l'invio a tutti i dirigenti del gruppo di una lettera in cui si chiedeva a ciascuno di segnalare tutti i rapporti di "affinità con fornitori di prestazioni e di servizi e/o consulenti" e se "non sussistono rispetto ai predetti soggetti circostanze di altra natura tali da determinare situazioni di conflitto d'interesse, anche potenziali».

Gasparri poi aggiunge: «Un analogo forte richiamo all'obbligo di evitare situazioni di conflitto di interessi, anche potenziale, con fornitori, è ribadito anche nel codice anticorruzione di Leonardo SpA, predisposto sempre dall'amministrazione Moretti; fino al 2016 la previdenza complementare per i dirigenti Leonardo, e precedentemente di Finmeccanica e delle società del gruppo, era gestita dalla "cassa di previdenza per i dirigenti del gruppo Finmeccanica"; a seguito di un accordo del 6 novembre 2015, con decorrenza primo gennaio 2016, improvvisamente la gestione della previdenza complementare del gruppo veniva tolta alla suddetta cassa di previdenza per essere assegnata al fondo pensione Previndai».

«PROFILI DI ILLICEITÀ E ILLEGITTIMITÀ?». La domanda ai ministri competenti è questa: «Se, al di là di ogni considerazione sull'etica, il decoro e la decenza personali dell'ingegner Moretti, intendano accertare la natura dei rapporti dell'ingegnere stesso con il fondo Previndai, al fine di verificare la sussistenza di eventuali profili di illiceità e illegittimità; qualora dovessero emergere profili di tale natura, se intendano chiedere all'attuale amministrazione di Leonardo SpA di promuovere le necessarie azioni di responsabilità nei confronti dell'amministrazione precedente».

CON GASPARRI LA BATTAGLIA È APERTA. Gasparri chiede anche ai ministri «se non ritengano che l'ormai famigerata buonuscita di oltre 9 milioni sia più che sufficiente a gratificare Moretti per la conclusione del suo mandato in Leonardo, conclusosi con i ben noti risultati negativi per l'azienda, senza bisogno di dovergli assicurare, con singolare tempestività, incarichi per i quali, ad avviso dell'interrogante, con tutta evidenza, non possiede né titoli né competenze». Tra Gasparri e Moretti la battaglia non è ancora terminata.

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