Mps: accordo Ue-Padoan su piano
4 Luglio Lug 2017 1544 04 luglio 2017

Mps, l'Ue dà il via libera agli aiuti di Stato per 5,4 miliardi

La Commissione ha dato l'ok per la ricapitalizzazione precauzionale di Mps. In base all'accordo azionisti e i creditori hanno fornito un contributo pari a 4,3 miliardi. Fissato anche un tetto agli stipendi dei manager.

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La Commissione Ue ha approvato aiuti di Stato da 5,4 miliardi di euro per la ricapitalizzazione precauzionale di Mps. L'approvazione è arrivata dopo l'accordo di massima sul piano di ristrutturazione è era stato raggiunto il 1 giugno scorso dalla Commissaria Vestager e dal ministro Padoan. Per la Ue «sussistono entrambe le condizioni per questo accordo: la Bce ha confermato che Mps è solvibile e soddisfa i requisiti patrimoniali, e l'Italia ha ottenuto un impegno formale da parte di investitori privati ad acquistare il portafoglio di npl».

UN PIANO SOLO PER LE EMERGENZE. Il piano, si legge in una nota di Bruxelles, «consente a Mps di soddisfare l'eventuale fabbisogno di capitale che si manifesterebbe in caso di peggioramento delle condizioni economiche (in via precauzionale). Per giungere all'approvazione di questo apporto statale, gli azionisti e i creditori subordinati di Mps hanno fornito un contributo pari a 4,3 miliardi di euro per limitare l'uso di denaro dei contribuenti, come previsto dalla normativa dell'Ue in materia di aiuti di Stato».

OBBLIGAZIONISTI POTRANNO RICHIEDERE RIMBORSO. L'accordo apre spiragli anche per i detentori di obbligazioni subordinate al dettaglio che sono state vendute in modo scorretto potranno richiedere un risarcimento alla banca. Nella nota si legge anche che «Mps sarà soggetto ad una profonda ristrutturazione volta a garantirne la redditività futura e ad assicurare che lo Stato italiano riceva una remunerazione sufficiente per il proprio investimento».

26 MILIARDI DA RIPULIRE. «Per garantire la sua redditività a lungo termine» ha spiegato ancora la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager «Mps riorienterà il suo modello di business e ripulirà il suo bilancio da oltre 26 miliardi di euro di crediti deteriorati. Per l'approvazione di questo apporto di capitale è stato necessario il contributo ai costi della ristrutturazione da parte dei detentori di obbligazioni subordinate e degli azionisti, in linea con il requisito di "condivisione degli oneri».

TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER. La ristrutturazione di Mps verrà realizzata in 5 anni, durante i quali si impegna a riorientare il suo modello di business verso la clientela al dettaglio e le Pmi, e fissa un tetto retributivo per i dirigenti corrispondente a 10 volte il salario medio dei dipendenti. Altro elemento «fondamentale» del piano, secondo Bruxelles, è la cessione a condizioni di mercato di un portafoglio di crediti deteriorati di 26,1 miliardi, operazione finanziata parzialmente dal fondo Atlante II.

Intanto per il 5 luglio è previsto l'incontro informale nella sede milanese di Mps fra l'A.d della banca, Marco Morelli, e i sindacati, per parlare del piano di ristrutturazione approvato oggi dalla Commissione europea. L'indiscrezione trapela da fonti vicine al dossier. L'illustrazione ufficiale del piano e l'avvio del confronto fra banca e sindacati avverrà invece il 8, a Rocca Salimbeni a Siena.

FONDI PUBBLICI FUORI ENTRO IL 2021. L'ad Morelli ha voluto calmare le acque chiarendo che «non sono previsti licenziamenti» aggiungendo anche che il ritorno in Borsa della banca sarà possibile quando tornerà al mercato «un patrimonio conoscitivo uniforme e completo». Il presidente Alessandro Falciai ha spiegato che «il piano già approvato presuppone l'uscita dello Stato entro tale data"» riferendosi al 2021.

PADOAN: «È UN PIANO CHE DA CERTEZZE». Uno dei primi ad esultare per la decisione di Bruxelles è stato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che ha detto che il piano di ristrutturazione di Mps «dà certezze» e «un orizzonte credibile» per la banca che avrà «un livello di capitale importante ed entro la prima metà del 2018 cederà quasi per intero le sofferenze, per un valore lordo di più di 28 miliardi». Il ministro ha anche aggiunto che il salvataggio «è un elemento estremamente importante per la banca e il sistema bancario italiano e un ulteriore elemento di svolta dopo l'accordo sulle banche venete». Per Padoan il piano «dà certezze e un orizzonte temporale sostenibile alla banca che avrà un livello di capitale molto importante».

IL TESORO TERRA' IL 70% DELLE QUOTE. Padoan, che ha tenuto una conferenza stampa dopo l'annuncio Ue, ha detto che la quota di Mps in mano al Tesoro dopo la ricapitalizzaizone preventiva sarà del 70%. Il dirigente del ministero Alessandro Rivera ha spiegato che la ricapitalizzazione vale complessivamente «8,1 miliardi, il Tesoro sottoscrive entro luglio l'aumento per 3,9 miliardi» mentre 1,5 miliardi serviranno al «riacquisto dei bond subordinati in autunno» dopo che sarà stato applicato il burden sharing, per un «esborso finale di 5,4 miliardi».

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