Istat, economia italiana accelera
6 Luglio Lug 2017 1229 06 luglio 2017

Istat: cresce la spesa delle famiglie ma sotto i livelli del 2011

Nel 2016 la spesa media mensile delle famiglie è stata pari a 2.524,38 euro, in rialzo dell'1,0% sul 2015. Secondo l'istituto di statistica «la fase di ripresa dei consumi si consolida anche se a un ritmo moderato».

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Nel 2016 la spesa media mensile delle famiglie è stata pari a 2.524,38 euro, in rialzo dell'1,0% rispetto al 2015. Lo ha rilevato l'Istat, spiegando che quindi «si consolida, ad un ritmo moderato, la fase di ripresa dei consumi», anche se il livello rimane ancora «al di sotto» di quello registrato nel 2011.

RIALZO DEL 2,2% RISPETTO AL 2013. Rispetto al 2013, anno di minimo per la spesa delle famiglie, il rialzo è stato invece del 2,2%. Il tutto in «un quadro macroeconomico caratterizzato nel 2016 dal quarto anno consecutivo di aumento del loro reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dal consolidamento della ripresa del Pil» si legge nella nota dell'istituto.

MILLE EURO IN MENO PER GLI STRANIERI. La dinamica resta analoga, ha aggiunto ancora l'Istat, per la spesa in termini reali: la variazione dei prezzi al consumo è infatti risultata prossima allo zero sia nel 2016 (-0,1%), sia nel 2015 (+0,1%) e nel 2014 (+0,2%). Come accaduto anche l'anno precedente, «le famiglie di soli stranieri spendono in media ogni mese circa 1.000 euro in meno rispetto alle famiglie di soli italiani».

LA SPESA VARIA IN BASE AL TITOLO DI STUDIO. Oltre ai divari territoriali, l'Istituto ha messo in luce anche i 'gap' sociali. Ecco che «la spesa media mensile aumenta al variare del titolo di studio della persona di riferimento: ammonta a 3.550,31 euro quando questa è laureata o con titolo di studio superiore alla laurea, oltre il doppio di quella delle famiglie la cui persona di riferimento ha la licenza elementare o nessun titolo di studio (1.725,35 euro)».

GLI OPERAI SPENDONO MENO. Inoltre «tra le famiglie di occupati dipendenti, la spesa media mensile è pari a 2.231,18 euro se la persona di riferimento è operaio e assimilato mentre sale a 3.164,45 euro se è dirigente, quadro o impiegato». L'Istat ha poi spiegato che «rispetto al 2015, diminuisce la quota di famiglie che cercano di limitare la spesa riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati, confermando una tendenza già osservata nel 2015 e nel 2014».

SU' LE SPESE ALIMENTARI. I cordoni della borsa si allargano soprattutto per la spesa alimentare, mentre per altre voci la situazione resta pressoché stazionaria (spese sanitarie e viaggi e vacanze). «Nonostante una generalizzata diminuzione, è ancora molto elevata la percentuale di famiglie che provano a risparmiare sulla quantità e la qualità degli acquisti», fa notare l'Istat. E infatti «nel 2016 ammonta al 60,2% la quota delle famiglie che prova a limitare le spese per abbigliamento e calzature, mentre si riduce a circa la metà quella che prova a ridurre le spese per cura e igiene della persona (47,6%), per alimentari (47,4%) e per bevande (46,5%)».

CHI È IN AFFITTO SPENDE MENO. Quanto all'abitazione, la spesa media per le famiglie in affitto è pari a 396,37 euro a livello nazionale, mentre per quelle che vivono in una casa dove pagano un mutuo (quasi 3,3 milioni) l'esborso è pari, in media, a 577,21 euro al mese.

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