Pd: Emiliano, noi governo ombra interno
9 Luglio Lug 2017 1700 09 luglio 2017

Energia, Emiliano presenta la sua alternativa al Tap

Il governatore della Puglia è per un nuovo gasdotto tra Balcani e Puglia, alternativo al Tap. Ma il progetto non interessa al governo.

  • Giovanna Predoni
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Che il Governatore della Puglia Michele Emiliano sia un personaggio spesso imprevedibile è noto alle cronache. Ne sanno qualcosa nel Pd, dove un giorno sta con Renzi e l’altro lo attacca. Ora l’ex magistrato ha aperto un altro fronte inatteso, e dopo tante escursioni nazionali, a casa sua. Si è infatti detto pronto a sponsorizzare in prima persona un nuovo gasdotto tra Balcani e Puglia, in alternativa al TAP (Trans-Adriatic Pipeline).

L’opera in questione si chiama Eagle LNG e questa volta dovrebbe approdare nei pressi della marina di Torchiarolo, nel Brindisino. A differenza di TAP, il consorzio internazionale costituito da giganti del settore come BP, l’azera Socar e l’italiana Snam, il progetto presentato giovedì mattina dal Governatore nella sede romana della Regione Puglia è per ora nelle mani del gruppo molisano di costruzioni Falcione e della sua holding energetica Burns.

BOCCIATA DAL GOVERNO NEL 2016. Emiliano, senza mezzi termini, ha definito l’infrastruttura che dovrebbe collegare le due sponde dell’Adriatico «un’opera strategica per l’Europa e per i Balcani». Ma c’è un però, cui Emiliano non ha fatto cenno. Ovvero che il governo italiano, con un documento ufficiale del 25 luglio 2016, ha messo nero su bianco di non essere favorevole all’inserimento del progetto tra quelli di interesse comunitario.

UN PERCORSO SOTTOMARINO DA 110 KM. Ma in cosa consiste realmente Eagle? Il tubo che piace al presidente pugliese dovrebbe partire da una nave ancorata a pochi chilometri dalla costa albanese e pompare GNL proveniente da Stati Uniti e Qatar (o almeno così pare) sino all’approdo in terra italiana, dopo un percorso sottomarino di 110 chilometri. Da Torchiarolo, serviranno poi altri 18 chilometri tra le masserie pugliesi per saldarsi alla rete nazionale di Snam, in località Mesagne.

INCERTI I COTI DI TRASPORTO E GESTIONE. Un’opera che funziona molto bene sulla carta, ma che appare di dubbia utilità se si mettono in conto i costi di trasporto e la necessità di trovare volta per volta il gas da immettere nel tubo in direzione Italia. Lo scenario è infatti del tutto differente rispetto a quello del pur localmente contrastato TAP.

Il gasdotto attualmente in costruzione convoglierà in Europa il gas estratto nei giacimenti dell’Azerbaijan e verrà venduto sulla base di accordi già stipulati della durata minima di venticinque anni. Nel caso del gasdotto delle Aquile annunciato dal gruppo Falcione e da Emiliano, il destino del progetto sarà invece determinato dall’andamento di un mercato molto volatile come quello del gas naturale liquefatto.

I RAPPORTI TRA IL GRUPPO E LA REGIONE PUGLIA. Ma perché parlare di Eagle proprio ora? Emiliano lo ha ammesso con disarmante sincerità: «Ho scoperto l’esistenza del progetto per caso». Non si può dire però che il Gruppo Falcione, improvvisamente balzato agli onori delle cronache nazionali, sia un nome a lui e alla Ragione del tutto sconosciuto. Il nome della società compariva già nel 2008 nell’ambito di un accordo italo-albanese in materia energetica, per un valore di 2,2 miliardi di euro, e che riguardava proprio la Puglia. E dagli archivi riemerge un nome che in molti hanno ormai dimenticato, quello di Gianpaolo Tarantini.

GLI INTERESSI DI TARANTINI. L’imprenditore pugliese che fu tra i protagonisti dello scandalo Bunga Bunga ne parlava con un amico in un’intercettazione telefonica registrata a febbraio 2009, pochi mesi dopo la firma del famoso accordo tra il premier albanese e l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tarantini confessava in quella telefonata di voler entrare nell’affare e di averne parlato anche al Cavaliere.

UN PROGETTO PER COMBATTERE IL TAP. Il sospetto ora è che la vicenda Eagle sia uno degli episodi in cui grandi progetti infrastrutturali vengono utilizzati come bandierine per marcare il territorio o come clave con cui colpire i propri avversari. Se Emiliano lo ha così fortemente sponsorizzato (tanto da concedere la sede istituzionale della sua Regione come palcoscenico per pubblicizzare un progetto privato), è chiaro che intende in qualche modo dimostrare di non essere contrario per partito preso alle grandi opere, ma solo al TAP. Ma siamo ancora sul terreno delle intenzioni, perché del “suo” gasdotto Eagle, esiste per ora solo il progetto sulla carta.

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