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ALTOLÀ 11 Luglio Lug 2017 1817 11 luglio 2017

La Consob blocca l'acquisizione di Prelios da parte di Cefc

Richiesti chiarimenti sul ruolo di Massimo Caputi: l'affare con il colosso cinese rischia di arenarsi a 24 ore dalla chiusura.

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A meno di 24 ore dalla chiusura dell'affare rischia di saltare l'acquisizione di Prelios da parte dei cinesi di Cefc (China Energy Company Limited), gruppo attivo in diversi settori, dalla finanza alle infrastrutture, per un deal sostenuto a quanto pare da Banca Intesa ma che vede contraria Unicredit. A quanto risulta a Lettera43.it, la Consob prima di dare il via libera avrebbe chiesto chiarimenti su Massimo Caputi, alla luce del fatto che Cefc avrebbe presentato un'offerta ai "battisti" del Patto, soci minoritari al 23,2% di Prelios, dietro cui si celerebbe proprio un ruolo per l'imprenditore uscito ufficialmente nel 2015 dall'azienda con sede a Milano.

«LA SPOSA PIÙ AMBITA DELLA BORSA ITALIANA». Il 10 luglio Lettera43.it aveva raccontato di come a Capalbio si parlasse molto di Caputi: «Tutti riferiscono, un po’ increduli a dir la verità, quel che lui racconta. E cioè che la mano di Prelios, la sposa più ambita della Borsa italiana, sia stata concessa proprio a Caputone», si legge. «Il principe azzurro più insospettato e meno milanese sarebbe stato sorprendentemente scelto per la società impegnata nell’alternative asset management e nei servizi immobiliari – dalle banche azioniste (Unicredit e Intesa) e da Pirelli – insieme al gruppo cinese Cefc cui è alleato, a dispetto degli americani di Davidson Kempner». Nonostante gli stop della Consob, «le banche avrebbero deciso di seguire Caputi e l’investitore cinese da lui recentemente introdotto nei nuovi e più potenti salotti buoni milanesi». Il gruppo Cefc China, che possiede anche il 51% della Kazakhstan National Petroleum International Corporation, è tra le maggiori società al mondo e al 229esimo posto nell’indice Fortune per fatturato.

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