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11 Luglio Lug 2017 2115 11 luglio 2017

Pensioni, al vaglio un pacchetto per il ritiro anticipato delle donne

Il governo sta studiando dei meccanismi per rendere più facile l'uscita dal lavoro delle donne. Le ipotesi sarebbero legate all'Ape sociale. Ma i sindacati chiedono sconti validi per tutte le lavoratrici.

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Il governo sta studiando dei meccanismi per rendere più facile l'uscita dal lavoro delle donne. Si tratterebbe di bonus contributivi in grado di anticipare il pensionamento, con l'obiettivo di riequilibrare le differenze di genere. Per ora le ipotesi al vaglio dell'esecutivo sarebbero legate all'Ape sociale, mentre i sindacati chiedono degli "sconti" validi per tutte le lavoratrici.

DAL GOVERNO NESSUNA RISPOSTA SUI 67 ANNI. Ma comunque sulla questione l'apertura c'è stata e sarebbe la prima certezza dell'intero "pacchetto previdenza" sui cui si sta trattando al ministero del Lavoro. Manca invece ancora una risposta sullo stop all'aumento dell'età a 67 anni. Il governo starebbe prendendo tempo ma la pressione non fa che alzarsi, con l'appello bipartisan dei presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato: Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, che si sono definiti «una strana coppia», hanno intrapreso una battaglia comune, chiedendo di fermare l'asticella a 66 anni e 7 mesi.

ALTRO TAVOLO TRA GOVERNO E SINDACATI. Intanto nella serata dell'11 luglio si è consumata un'altra riunione tecnica: da una parte il consigliere di palazzo Chigi Marco Leonardi, dall'altra i segretari confederali di Cgil (Roberto Ghiselli), Cisl (Maurizio Petriccioli) e Uil (Domenico Proietti). Prima di arrivare a un tavolo politico, entro il mese, ci sarà un nuovo appuntamento 'ristretto'. La 'fase due' sulle pensioni ha visto tra i primi punti delle garanzie per i trattamenti dei giovani.

NEL 2019 SCALINO DI 5 MESI PER LA PENSIONE. E sul capitolo una soluzione potrebbe essere trovata facendo saltare i vincoli di reddito per la pensione anticipata di chi è totalmente nel contributivo (oggi c'è un paletto che non permette l'uscita a importi sotto i 1.250 euro mensili). L'argomento "preliminare" però è rimasto l'adeguamento automatico dei requisiti d'età all'aspettativa di vita. Dal 2019 si rischia un salto di 5 mesi, che si rifletterebbe anche sui coefficienti di trasformazione, con un alleggerimento della pensione.

RITIRO DELLE DONNE ALL'INTERNO DELL'APE SOCIAL. Qualcosa di «inconcepibile» per Damiano e Sacconi, che suggeriscono un «rinvio strutturale». Il problema sono i costi, ma c'è chi fa notare come il 'fardello' potrebbe non ricadere sulla prossima manovra. Al momento i sindacati incassano «l'attenzione» del governo sulle donne. Si studia un sistema che consenta di abbassare i tetti contributivi, valorizzando i periodi passati ad assistere familiari (anziani o figli). Il tutto all'interno dell'Ape social. A proposito di anticipo pensionistico, si starebbe già pensando a un 'tagliando', per valutarne effetti e miglioramenti

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