I 400 colpi

Gino Strada Figlia Cecilia
12 Luglio Lug 2017 0933 12 luglio 2017

Scrivere di Emergency è forse reato di lesa maestà?

Gino Strada minaccia fastidiose querele contro i giornalisti che indagano sulla governance della sua Ong. Ma uno straordinario impegno per salvare vite umane non lo protegge dalla libertà di criticarlo.

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Si litiga nelle migliori famiglie, figurarsi se qualcuno si meraviglia che ciò possa accadere anche in quella di Emergency, la più famosa Organizzazione non governativa (Ong) umanitaria la cui storia proprio alle vicende di una famiglia è profondamente legata.

CAMBIO AL VERTICE FINITO NEL MIRINO. Perciò ha stupito la reazione veemente con cui Gino Strada, fondatore e volto storico di Emergency, ha preso di punta l’Espresso che ha osato chiedersi cosa ci fosse dietro l’inopinato cambio al vertice che ha portato Rossella Miccio, sua storica assistente, a prendere il posto della figlia Cecilia.

Un articolo per nulla scandalistico, che imputava il ribaltone alla differenza di punti di vista sui rapporti tra la Ong e i privati in tema di finanziamenti. Accettarli, anche se ciò comporta il rischio di contaminazione mercatista, oppure continuare in splendida solitudine con il meno compromettente e anonimo denaro di donazioni o 5 per mille, come avrebbe voluto Cecilia Strada?

ERA UNA NORMALISSIMA DIALETTICA. Apriti cielo. L’aver semplicemente evocato una normalissima dialettica tra diverse posizioni ha scatenato l’inferno, con Gino Strada a denunciare su Facebook la campagna di discredito contro l’organizzazione e ad annunciare l’immancabile e francamente fastidiosa querela.

Come se il settimanale, invece che un dissidio su filosofia e governance della Ong, avesse insinuato la poca trasparenza nella gestione dei fondi, se non esplicitamente accusato la dirigenza di mala gestio.

LA RETORICA DEL BENE ASSOLUTO NON GIOVA. Insomma, il solo fatto di averne parlato non in termini apologetici, come solitamente è sempre avvenuto nel caso di Emergency, ha mandato Strada fuori di brocca facendogli scoprire come siano cattivi e manipolatori i giornalisti quando non si limitano a esaltarne le meritorie imprese. Se Strada non avesse letto I buoni di Luca Rastello, il libro che racconta in chiaroscuro la storia del Gruppo Abele e poi della comunità Libera di don Ciotti, sarebbe utile lo facesse. Capirebbe come la retorica del bene assoluto e senza macchia non giova a chi sicuramente del bene ne compie.

EMERGENCY SI SALVI DALLA SUA PRESUNZIONE. Emergency nel mondo ha salvato milioni di vite umane. Ora salvi se stessa dalla presunzione che il suo straordinario impegno costituisca un salvacondotto contro la libertà di criticarla.

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