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13 Luglio Lug 2017 2128 13 luglio 2017

Banche venete: accordo Intesa-sindacati su 4000 esuberi

Le uscite verranno gestite in due fasi. La prima andrà dal 1 ottobre 2017 all'1 gennaio 2018 e prevede la fuoriuscita di circa mille dipendendti di BpVi e Veneto Banca.

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Trattativa lampo tra le organizzazioni sindacali e Intesa Sanpaolo sugli esuberi scaturiti dall'acquisto di alcune attività della Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Dopo tre incontri, di cui due sulle questioni preliminari, azienda e sindacati hanno trovato l'intesa sulle uscite che saranno su base volontaria e con l'utilizzo del fondo di solidarietà.

ATTESA PER IL DL AL SENATO. L'accordo è comunque subordinato alla conversione del decreto legge sul salvataggio delle due banche venete che nei giorni scorsi ha incassato il via libera della Camera ed ora attende l'approvazione del Senato. L'accordo prevede circa 4.000 prepensionamenti, di cui almeno mille nel perimetro delle ex Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza che dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2017.

LICENZIAMENTI CON FONDO DI SOLIDARIETA'. Gli esodi saranno gestiti attraverso il fondo di solidarietà, l'ammortizzatore sociale di categoria, con permanenza massima a 7 anni per i lavoratori delle banche venete e a 5 per quelli d'Intesa Sanpaolo. La prima finestra d'uscita è fissata al primo ottobre 2017. La platea dei prepensionabili in Intesa e nelle banche venete comprende tutti coloro che maturano i requisiti pensionistici rispettivamente al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2024. Inoltre potrà accedere al pensionamento chi matura il diritto entro il 31 dicembre 2017.

SALVA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE. I sindacati, secondo quanto si è appreso, oltre a ottenere la volontarietà delle uscite, sono anche riusciti a concordare il mantenimento dei trattamenti di welfare in materia di previdenza complementare, cassa sanitaria, buoni pasto e degli accordi aziendali in vigore fino al 30 giugno 2017 per tutti i lavoratori delle ex banche venete, in attesa che la contrattazione aziendale sia armonizzata a quella del Gruppo Intesa Sanpaolo.

CHIUSURA DI 600 SPORTELLI. A partire da settembre le parti si incontreranno per verificare il raggiungimento dei numeri delle uscite programmate e affrontare la trattativa su formazione e riqualificazione professionale, part time, straordinario, banca ore, ferie ed ex festività, allocazione di nuove attività e mobilità per i lavoratori delle banche venete, in conseguenza della chiusura dei 600 sportelli nel perimetro delle ex banche venete, già previsti dal piano concordato tra Intesa Sanpaolo, Governo e istituzioni europee.

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