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Dati Inps 21 Luglio Lug 2017 1307 21 luglio 2017

Lavoro, Inps: in 5 mesi 729 mila posti, spinti contratti a tempo

Secondo l'Istituto di previdenza il saldo tra assunzioni e cessazioni è il più alto da due anni a questa parte. A spingere sono i contratti a termine e i lavori a chiamata.

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«Nei primi 5 mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +729.000» sono i dati pubblicati dall'Inps secondo la quale si tratta di un saldo superiore a quello dei due anni precedenti (considerando il periodo gennaio-maggio). Il saldo annualizzato, la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi, risulta pari a +497.000. Un risultato che «cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+21.000), dei contratti di apprendistato (+48.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+428.000)».

DATI IN CRESCITA SU 2015 E 2016. Il saldo dei primi cinque mesi stacca sia il risultato del 2016 (554.000) sia quello del 2015 (645.000). Guardando al dato «annualizzato», calcolato dall'Inps, si rileva la spinta dei rapporti a tempo in cui ricadono anche i contratti stagionali e i contratti di somministrazione. In generale per l'Inps «queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti e attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale».

CESSAZIONI IN AUMENTO DELL'11%. Passando a considerare le cessazioni dei rapporti di lavoro, «nel complesso sono state 2.007.000, in aumento rispetto all'anno precedente (+11,2%): a crescere sono soprattutto le cessazioni di rapporti a termine (+18,4%) mentre quelle di rapporti a tempo indeterminato sono leggermente in diminuzione (-1,3%)». Intanto migliora il peso della buste paga, «per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-maggio 2017» è stata registrata «una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (55,0% contro 57,9% di gennaio-maggio 2016)».

BOOM DEL LAVORO A CHIAMATA. L'Inps ha anche spiegato che «il maggior contributo occupazionale è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+23,0%), mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-5,5%)». Inoltre «appare particolarmente significativa la crescita vigorosa dei contratti di lavoro a chiamata a tempo determinato» (+116,8%). Un boom che può essere legato alla necessità di trovare «sostitutivi dei voucher», cancellati a marzo.

STABILE SOLO UN'ASSUNZIONE SU QUATTRO. Tra gennaio e maggio del 2017 si è registrata «un'ulteriore riduzione dell'incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni (25,9%) rispetto ai picchi raggiunti nel 2015 quando era in vigore l'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato» e per lo stesso periodo si registrava un 40,7% di nuovi contratti a tempo indeterminato. Così l'Osservatorio dell'Inps sul precariato, aggiornano ai cinque mesi del 2017. Praticamente, quindi, solo un'assunzione su quattro risulta stabile.

DIMEZZATE LE ORE DI CASSA INTEGRAZIONE. L'Istituto ha piegato che anche «nel mese di giugno 2017 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 27,5 milioni, in diminuzione del 50,7% rispetto allo stesso mese del 2016 (55,8 milioni)». Il dato arriva direttamente dall'Osservatorio sulla cig. In In discesa anche il dato congiunturale (-29,6%). Nel dettaglio, le ore di cassa ordinaria autorizzate nel mese sono state 10,2 milioni, in calo del 34,5% rispetto al 2016 (-5,5% in termini congiunturali).

IN CALO GLI INTEVENTI IN DEROGA. Per la cig straordinaria (14,0 milioni, di cui 7,7 milioni per solidarietà) si è invece registrata una diminuzione pari al 61,3% (-48% mese su mese). Quanto agli interventi in deroga, l'Istituto rileva un calo del 17,4% su base annua, ma un forte rialzo a confronto con maggio (+143%).

STABILI LE RICHIESTE DI DISOCCUPAZIONE. A maggio le richieste di disoccupazione sono rimaste pressoché stabili, vicine ai livelli dello scorso anno. L'Inps ha registrato un totale di 96.632 domande, con un leggero rialzo rispetto allo stesso mese del 2016 (+0,6%). In particolare, si legge nel report, a maggio «sono state presentate 12 domande di Aspi, 5 domande di mini Aspi e 95.720 domande di Naspi. Nello stesso mese sono state inoltrate 414 domande di disoccupazione e 481 domande di mobilità, per un totale di 96.632 domande». Erano state 96.055 nello stesso periodo dello scorso anno.

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