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L'ULTIMO MARXIANO 25 Luglio Lug 2017 0900 25 luglio 2017

L'assurdità dello scontro tra omo e etero

Non ha alcun senso essere pro o contro trans e gay. Essi non costituiscono una classe, così come non la costituiscono i migranti, i musulmani o gli atei. La vera lotta è tra schiavi e signori. Da qui bisogna ripartire. 

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La grande narrazione dominante e l’ordine simbolico egemonico mirano, in ogni modo, a rendere invisibile il conflitto di classe ridispostosi nella forma del massacro di classe, ossia della lotta a senso unico che il Signore sta conducendo ai danni del Servo dopo il 1989. Per riuscirvi, operano una costante frammentazione del Servo tesa a fare in modo che il conflitto non si riverticalizzi nella forma della tradizionale lotta di classe tra il basso e l’alto, tra la base e il vertice, tra il Servo e il Signore. È anche per questa ragione che l’odierno modo egemonico di impostare la questione sessuale si pone al servizio del potere e del nesso di forza capitalistico: frammenta la lotta tra Servo e Signore, dirottando l’attenzione sulla questione sessuale e ridefinendo il conflitto di classe nei termini di un conflitto tra i sessi e gli orientamenti; conflitto che è tanto più valorizzato dal nesso di forza dominante, quanto più nemmeno lo menziona.

CONFLITTI REALI E CONFLITTI PERCEPITI. Ecco allora che il conflitto percepito non è più quello tra Servo e Signore, bensì quello tra etero e omo, tra uomini e donne, eccetera. Su queste basi, occorre respingere senza esitazioni le dicotomie fuorvianti, in modo da favorire la riverticalizzazione del conflitto. Per questo, non ha alcun senso oggi essere pro o contro gli omosessuali e i transessuali: essi, infatti, non costituiscono una classe, proprio come non la costituiscono i migranti e gli islamici, i cristiani e gli atei. Occorrerebbe, invece, appoggiare in concreto le lotte del Servo precarizzato e dei lavoratori oppressi, omosessuali o eterosessuali che siano, uomini o donne, autoctoni o stranieri. Del resto, il potere trionfa incontrastato allorché riesce a frammentare a tal punto la coscienza di classe da indurre un omosessuale disoccupato o precario a sentirsi affratellato e unito a un omosessuale magnate della finanza che pratica la delocalizzazione del lavoro e la volatilizzazione dei capitali.

LA LOTTA ORIZZONTALE E IL TRIONFO DEL POTERE. Il potere raggiunge il grado massimo del controllo sulle anime, allorché riesce a convincere le menti degli schiavi che il nemico sia chi è nella loro stessa condizione o, addirittura, chi sta più in basso rispetto a loro. Quando la lotta si ridispone orizzontalmente come conflitto tra gli ultimi, come guerra tra omosessuali ed eterosessuali, migranti e autoctoni, islamici e cristiani, atei e credenti, uomini e donne, il potere trionfa indisturbato e la contraddizione classista diventa invisibile. Di qui occorre ripartire.

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