Simest
26 Luglio Lug 2017 0942 26 luglio 2017

Con Simest le aziende studiano per l’estero

La società del gruppo Cassa depositi e prestiti finanzia gli studi di fattibilità delle Pmi che puntano ai mercati extra Ue.

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Per avere successo nell’ingresso in nuovi mercati esteri un’azienda deve darsi un obiettivo preciso e farsi un’idea molto chiara di quali sono le sue forze e i suoi limiti. Una sfida impegnativa che richiede consapevolezza. In questo lavoro di studio di se stessi la sola auto-analisi non è sufficiente: occorre andare alle fondamenta del business e studiare l’ecosistema aziendale e il suo stato di salute e di “appetibilità”.
ELEMENTI DA PONDERARE. Non solo: prima di varare un progetto di internazionalizzazione, ogni impresa deve ponderare diversi elementi che possono rivelarsi decisivi per la riuscita del suo piano. A partire dalla scelta del mercato in cui entrare, nel quale i prodotti e i servizi di quell’impresa possono riscuotere un importante interesse. Occorre poi approfondire in maniera preliminare alcune tematiche legate allo Stato individuato per avere una cognizione precisa dei possibili ostacoli che l’azienda potrebbe incontrare.
UN’ANALISI FONDAMENTALE. Tutti risultati raggiungibili attraverso gli studi di fattibilità, strumenti conoscitivi utili a supportare le valutazioni relative all’opportunità di adottare scelte di business. Si tratta di analisi spesso importanti, ma certamente fondamentali quando l’azienda valuta la possibilità di intraprendere un percorso all’estero. Portare avanti uno studio di fattibilità è quindi un investimento indispensabile, ma spesso molto oneroso. Le imprese più piccole non sempre sono in grado di sostenere questi costi.
AL FIANCO DELLE AZIENDE. Anche le realtà meno strutturate oggi hanno però un prezioso alleato in SIMEST, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che dal 1991 sostiene la crescita delle imprese italiane fuori dal territorio nazionale. L’obiettivo è affiancare le aziende per tutto il percorso di sviluppo: dalla prima idea e valutazione fino all’espansione vera e propria grazie a investimenti diretti.

Fra le attività di SIMEST, infatti, c’è anche la possibilità di finanziarie proprio gli studi di fattibilità: tra il 1 gennaio e il 30 giugno 2017 la società ha sostenuto 14 studi per 1,7 milioni di euro complessivi, offrendo sostegno a 12 imprese italiane per programmi rivolti a 10 Paesi (Albania, Antigua e Barbuda, Cina, Colombia, Emirati Arabi Uniti, Messico, Nicaragua, Serbia, Svizzera e Stati Uniti).
FINO AL 100% DELLE SPESE PREVENTIVE. Il finanziamento può coprire fino al 100% dell'importo delle spese preventivate, fino al 12,5% del fatturato medio dell'ultimo triennio - per un importo massimo finanziabile di 150mila euro per studi collegati a investimenti commerciali, e 300mila euro per studi collegati a investimenti produttivi. I finanziamenti durano 4 anni e mezzo, di cui 18 mesi di preammortamento (per soli interessi) e 3 anni di rimborso del capitale. I periodi di preammortamento e rimborso possono essere ridotti su richiesta dell'impresa.
FINANZIAMENTO A TASSO AGEVOLATO. I vantaggi sono notevoli, a partire da un finanziamento a tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento Ue e la possibilità di ottenere già con la prima erogazione un importo compreso tra un minimo del 50 ed un massimo del 70% dell'ammontare totale del finanziamento. In aggiunta, sono richieste minori garanzie rispetto ad altre forme di finanziamento, comprese le fideiussioni bancarie.
UNO STUDIO IN UN SOLO PAESE. I finanziamenti vengono concessi per tutti i paesi esterni all’Unione Europea, ma ogni singola domanda deve riguardare uno studio da realizzare in un solo Stato. Questo però non impedisce alle imprese di presentare più domande di finanziamento contemporaneamente.
L’ITER DELLA DOMANDA. I tempi per ottenere il prestito sono piuttosto veloci. L'impresa presenta la richiesta di finanziamento a SIMEST attraverso un portale dedicato seguendo una procedura standard. Al termine dell'istruttoria, la richiesta di finanziamento è sottoposta al Comitato Agevolazioni - sulla base di un criterio cronologico - ed entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda il Comitato delibera sulla possibile concessione del finanziamento e stabilisce le relative garanzie.

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