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30 Luglio Lug 2017 1800 30 luglio 2017

Vaticano, Parolin tesse le trame del nuovo potere d’Oltretevere

Come dimostrano le nomine in Bambin Gesù e Idi, il Segretario di Stato è sempre più influente. Pur senza dare nell'occhio. Chiude i conflitti interni e segue da vicino i dossier diplomatici. Cronaca di un'ascesa.

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ll cardinale mite è anche un po’ un Richelieu quando serve, ma non lo dà troppo a vedere. Pietro Parolin, Segretario di Stato di papa Francesco dal settembre del 2013, sta diventando col passare del tempo l’uomo forte del Vaticano. Diplomatico di lungo corso, il porporato di origini venete, 62 anni, ha interpretato a modo suo il modello Francesco: affabile, alla mano, privo di pose e affettazione, disponibile con la stampa, ma attento a non farsi sfuggire una parola troppo, e quando lo fa in genere è a ragion veduta. In questa caldissima estate romana, il cardinale continua a mettere pazientemente insieme le tessere del puzzle del nuovo potere d’Oltretevere, ma senza risaltare troppo. A cominciare dai nuovi consigli di amministrazione di due celebri quanto discussi ospedali.

IL CASO DEL BAMBIN GESÙ. Si tratta di due eccellenze della sanità cattolica nelle quali però, in anni recenti, sono scoppiati scandali tali da metterne a repentaglio la tenuta finanziaria e la credibilità. Il primo è il Bambin Gesù, il celebre ospedale pediatrico vaticano, al centro di uno scandalo legato al finanziamento (750 mila euro) per la ristrutturazione del famoso attico del cardinale Tarcisio Bertone, ex Segretario di Stato di Benedetto XVI; per chiarire cosa è realmente accaduto – fra utilizzo dei fondi del Bambin Gesù per scopi diversi da quelli sanitari, lavori finanziati due volte (anche dal Governatorato), imprese fallite che si sono però intascate i doppi pagamenti - è iniziato un processo in Vaticano che vede imputati l’ex presidente della Fondazione dell’ospedale, Giuseppe Profiti, fedelissimo di Bertone, e l’ex tesoriere della fondazione nonché direttore amministrativo dell’ospedale, Massimo Spina.

E QUELLO DELL'IDI. L’altro caso è quello dell’Idi, il famoso Istituto dermopatico dell’Immacolata, sempre a Roma, retto dai padri concezionisti (Figli dell’Immacolata concezione), struttura all’avanguardia per la cura delle malattie della pelle, e però anche al centro di un crac finanziario (un passivo di 845 milioni di euro, evasione fiscale per 450 milioni, distrazione di fondi), di un processo per bancarotta fraudolenta e riciclaggio che ha colpito sia religiosi della congregazione sia vari funzionari; a rischio centinaia di posti di lavoro (i dipendenti si sono presentati più volte in piazza San Pietro in occasione dell’Angelus papale). Per salvare l’Idi sono interventi il governo e la Regione Lazio oltre al Vaticano, la vicenda tuttavia non è chiusa e, anzi, il prossimo novembre inizierà un processo importante: 24 rinvii a giudizio decisi lo scorso maggio dal tribunale di Roma, fra questi padre Franco Decaminada, responsabile sanitario della congregazione dell’ospedale fino al 2011; nel 2013 i responsabili del crac vennero poi arrestati.

La Segreteria di Stato, intanto, ha proceduto a nominare uomini e donne di fiducia in entrambe le strutture, e proprio in queste settimane il ricambio ai vertici si è concluso. Alla guida del Bambin Gesù c’è già da tempo Mariella Enoc, rinnovata di recente nel suo incarico, chiamata due anni fa da Parolin al posto di Profiti. Enoc, esperta di gestione di sistemi sanitari, un passato in Confindustria, è legata alla Fondazione Cariplo, di cui è vicepresidente, l’organismo che ha nella sua ‘mission’ il finanziamento di progetti no profit nel sociale. L’altro vicepresidente della fondazione è Carlo Sangalli, capo di Confcommercio (in passato deputato Dc), mentre il presidente è l’anziano Giuseppe Guzzetti, «considerato – si legge sul sito della Fondazione Cariplo - il padre delle fondazioni di origine bancaria, con un ruolo fondamentale per la crescita degli enti, soggetti filantropici che operano, in base al principio di sussidiarietà, a sostegno del Terzo Settore, per la realizzazione di progetti di utilità sociale». Negli Anni 80 presidente della Regione Lombardia, vanta una storia di militanza nella Dc. Enoc rappresenta una ritorno alle origini: cattolicesimo sociale di matrice Dc, più sistema imprenditoriale e soprattutto finanziario del Nord se è vero che Fondazione Cariplo rientra fra le prime 10 fondazioni al mondo per patrimonio.

LA FINE DEL SISTEMA BERTONE. La stessa Enoc nel 2015, appena nominata, mentre infuriava sui media la storia dell’attico di Bertone, affermava: «Se qualcosa è stato tolto all’ospedale noi chiederemo i danni e la restituzione, non solo i danni economici ma anche quelli morali, e io mi batterò come una leonessa che protegge i suoi cuccioli». Nel consiglio di amministrazione della Fondazione Bambino Gesù, intanto, entravano – per volontà di Parolin - personaggi come Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, e Anna Maria Tarantola, ex Bankitalia ed ex presidente Rai. Il sistema Bertone veniva così smontato un pezzo per volta. Nei giorni scorsi si è insediato il nuovo Cda del Bambin Gesù e, tra conferme e nuovi, la geografia della governance vaticana sotto la regia del Segretario di Stato prende forma. Nell’organismo troviamo Bianca Maria Farina, di recente divenuta presidente di Poste Italiane, già membro del Cda della Fondazione dell’ospedale vaticano; ma Farina la ritroviamo anche nel consiglio direttivo dell’Aif, l’autorità d’informazione finanziaria, l’organismo vaticano dell’antiriciclaggio che vigila sullo Ior e sulle movimentazioni sospette Oltretevere. Non solo: è nel Cda anche di Save the children, una delle Ong che fra l‘altro operano nel Mediterraneo.

IL RUOLO DI MISTÒ. C’è poi monsignor Luigi Mistò, numero due della Segreteria per l’Economia vaticana, rimasta però senza capo poiché il cardinale George Pell dal 26 luglio dovrà rispondere delle accuse di pedofilia al tribunale australiano di Melbourne, Stato di Victoria. Mistò è anche il capo della Pontifica commissione per gli ospedali cattolici, l’organismo ad hoc creato dal papa e posto sotto la supervisione del Segretario di Stato, per mettere ordine nella complessa rete delle strutture sanitarie cattoliche in Italia e nel mondo. Va da sé che nella commissione vaticana troviamo pure Enoc. Ancora, nel Cda del Bambin Gesù figura il nome di Mauro Rivella, numero due dell’Apsa, l’altro dicastero economico della Santa sede (Amministrazione patrimonio sede apostolica), che controlla gli investimenti finanziari e immobiliari del Vaticano. E se conflitti ci sono stati fra alcuni di questi organismi, l’uscita di scena di Pell e del revisore generale della Santa Sede, Libero Milone, posto tuttora vacante, hanno sgombrato il campo da molti contrasti, di conseguenza le rivalità fra Segreteria di Stato e Segreteria per l’economia sono destinate a concludersi rapidamente, e sembra evidente che il cardinal Parolin ha ora in mano il controllo della situazione.

È interessante notare come membri del Cda siano Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale vaticano, e Carlo Salvatori, ex membro del board dello Ior ed ex presidente di Allianz Italia, membro del Cda della Cattolica di Milano, con legami con l’importante gruppo industriale Chiesi Farmaceutici (è stato membro del Cda) e un ruolo nel San Raffaele di Milano. Ma interessante è soprattutto l’introduzione della figura del direttore sanitario dell’ospedale nella persona di Ruggero Parrotto. Quest’ultimo lo ritroviamo - e non a caso – nell’appena insediato e nuovo Cda dell’Idi, l’altro ospedale al centro di scandali finanziari, tanto che il Vaticano aveva proceduto al suo commissariamento. La Santa Sede ha pure nominato un nuovo presidente, l’avvocato cassazionista esperto di diritto commerciale e di fallimento d’impresa, Antonio Maria Lozappa; quest’ultimo ha preso il posto di Maria Pia Garavaglia, la quale non sembra avesse ingranato la marcia giusta per risollevare l’ospedale dalla crisi gravissima in cui versava.

IL CERCHIO SI CHIUDE. Infine, nel Cda dell’Idi c'è anche Enrico Zampedri, dal 2015 direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli e membro anche lui della commissione vaticana sugli ospedali cattolici. Come si può notare è un reticolo strettissimo di organismi e nomi che riconducono tutti ai dicasteri chiave della Curia, nulla è più lasciato al caso. L’Idi, commissariato dal Vaticano, era stato in un primo tempo guidato per uscire dalla crisi dal cardinale Giuseppe Versaldi, bertoniano doc, la cui nomina alla guida dell’istituto dermopatico fu ufficialmente decisa da un Benedetto XVI già dimissionario nel febbraio del 2013, ma c’era ovviamente la mano del cardinale Bertone. Non a caso Versaldi nominerà come suo vice per la gestione straordinaria dell’Idi Giuseppe Profiti, e quest’ultimo come sub-delegato Massimo Spina, entrambi inquisiti ora in Vaticano. Con la qual cosa in un certo modo il cerchio si chiude. Quello fra sanità e finanza, Oltretevere, è dunque uno spoil system lento e implacabile, con qualche passo falso, ma chiaro nelle intenzioni.

BASTA CONFLITTI INTERNI. A muovere i fili è il cardinale Segretario di Stato che, un po’ alla volta, sta prendendo in mano le redini dei gangli vitali del Vaticano, tende a chiudere i conflitti interni, restituisce a un pezzo di finanza e mondo cattolico italiano un po’ del suo potere (stando attento a troncare però le parti più infette e opache). Nel frattempo segue da vicino molti dei dossier diplomatici più delicati: dalla Cina, alla Colombia, al Venezuela. Ad agosto andrà in Russia dove incontrerà il patriarca ortodosso Kirill e Vladimir Putin, e chissà che prima o poi papa Francesco non vada a Mosca. A fare il Segretario di Stato lo ha chiamato del resto da Bergoglio, mentre durante il pontificato precedente, il cardinale Bertone lo allontanò dal Vaticano – dove stava seguendo i delicati rapporti fra Santa Sede e Cina e Vietnam – per spedirlo a fare li nunzio a Caracas nel periodo di massimo fulgore di Hugo Chavez. Il suo posto – era sottosegretario per i rapporti con gli Stati - venne preso da monsignor Ettore Balestrero, il quale ebbe per le mani pure importanti dossier finanziari della Santa Sede. Oggi che il Segretario di Stato è Parolin Balestrero fa il nunzio apostolico in Colombia. Sic transeat gloria mundi.

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