Aerospace
1 Agosto Ago 2017 1806 01 agosto 2017

Piaggio Aerospace, gli arabi licenziano e il governo tace

I sindacati denunciano 500 esuberi. L'azienda di Villanova D'Albenga smentisce. L'esecutivo latita. Sul futuro dello stabilimento troppe domande senza risposta. E spunta l'offerta di Porsche per la parte motori.

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Mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi festeggia sui social i dati Istat sulla disoccupazione in Italia, in Liguria i lavoratori di Piaggio Aerospace rischiano il posto di lavoro, tra il silenzio dell'attuale governo di Paolo Gentiloni - in particolare del ministro della Difesa Roberta Pinotti e del ministro dello Sport Luca Lotti che ha sempre seguito il caso da vicino - della Cgil, convinta di poter salvare il salvabile, e soprattutto degli azionisti: il fondo Mubadala degli Emirati Arabi. Si sono rivelate profetiche le parole di Matteo Renzi che, quando inaugurò il nuovo stabilimento di Villanova D'Albenga nel 2014, esortò alla pace sociale dicendo: «Il lavoro non sia terreno di scontro». È stato preso alla lettera.

L'OMBRA DEL FALLIMENTO. Tutto tace intorno a Piaggio, tranne per un'interrogazione parlamentare di due deputati Pd, Lorenzo Basso e Anna Giacobbe, che chiedono a Gentiloni di «riaprire il tavolo alla Presidenza del Consiglio richiesto dalle organizzazioni sindacali». Peccato che a distanza di meno di tre anni dall’inaugurazione in pompa magna, Piaggio Aerospace sia ormai un'azienda sull'orlo del fallimento. Come già anticipato da Lettera43 la società, in mano al 100% agli emiratini, non presenta un bilancio da due anni, non ha un piano industriale e negli ultimi mesi è riuscita solamente a strappare una proroga della cassa integrazione per i lavoratori fino ai primi mesi del 2018. Eppure il governo ha stanziato una parte dei fondi della Difesa destinati agli armamenti, 12 miliardi di euro, per la progettazione di un nuovo drone P.2HH armato di cui al momento si sa molto poco. Il primo, invece, P.1HH, ha da poco ripreso i test al largo di Trapani, dopo un incidente in mare del prototipo lo scorso anno e un trasferimento misterioso di alcuni mesi ad Abu Dhabi.

Per la prima volta dalla sua nomina di un anno fa, l'amministratore delegato Renato Vaghi ha incontrato i sindacati, nel Savonese da sempre molto vicini al Pd. Da quanto è trapelato, ha annunciato che presenterà nelle prossime settimane un business plan che prevede la dismissione di tutte le attività genovesi, la manutenzione post-vendita e soprattutto la parte motori di Villanova d'Albenga.

POSTI A RISCHIO. E SMENTITA. Secondo i quotidiani locali, che hanno riportato virgolettati dei sindacalisti, a rischio ci sarebbero 500 posti di lavoro. La notizia è stata smentita da Piaggio. Sono «prive di ogni fondamento», ha replicato la società, le notizie riguardanti i 500 posti di lavoro a rischio e la riduzione del personale. Ma i dubbi restano. Anche perché, è un dato assodato, a un anno di distanza - era il 26 luglio 2016 - nulla è cambiato rispetto a quanto presentato al Mise dal precedente amministratore delegato Carlo Logli. Progetto che venne contestato dal governo perché unilaterale e troppo distante dal piano industriale originario del 2014, sottoscritto da tutte le parti sociali.

L'INAUGURAZIONE DEL 2014. Lo stabilimento savonese era uno dei fiori all'occhiello del governo Renzi. In Rete si possono ancora trovare le foto con il taglio del nastro scattate il 7 novembre 2014. Dei partecipanti alla cerimonia non è rimasto più nessuno. L'ex ad Logli è stato allontanato nell'agosto del 2016, Homaid Al Shemmari ha perso nel maggio di quest'anno le deleghe come capo di Mubadala Aerospace & Defence, Alberto Galassi non è più presidente di Piaggio dell’autunno 2015. E se ne è andato pure suo suocero, Piero Ferrari, che ha dovuto cedere la sua quota agli arabi. Infine Renzi è stato sconfitto al referendum del 4 dicembre e ha lasciato palazzo Chigi. Tra le autorità sul palco quel giorno, la sola ancora in carica è Pinotti. Sarà per scaramanzia che preferisce spesso evitare l’argomento?

Matteo Renzi all'inaugurazione dello stabilimento di Villanova di Albenga.

Se tre anni fa c'era la corsa a comparire sui giornali per raccontare di una nuova attività così importante dal punto di vista diplomatico e tecnologico, ora invece nessun esponente del governo o della Difesa ha voglia di parlare. Persino il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica militare Enzo Vecciarelli, delegato da Pinotti a vigilare su questa azienda strategica, continua a non esprimersi. Lo stesso Vaghi non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti.

IL RUOLO DI FINMECCANICA. Gli Emirati Arabi, già alle prese nel nostro Paese con i problemi che la compagnia di bandiera Etihad ha con Alitalia, attendono risposte prima di fare nuovi investimenti. Risposte che dovrebbero arrivare soprattutto dall'ad Vaghi e da Leonardo Finmeccanica. Il numero uno di Piaggio di fronte ai sindacati avrebbe assicurato che la cessione motori non è ancora conclusa, anche se Mauro Moretti, ex numero uno di piazzale Montegrappa, aveva spiegato lo scorso marzo in una delle sue ultime dichiarazioni che l'offerta era stata fatta e inoltrata. Esiste dunque un'offerta di Leonardo per i motori? Ed è sempre valida? A quanto risulta a L43 ci sarebbe un'altra offerta sul tavolo per la parte motori, quella dei tedeschi di Porsche che con la controllata Kaizen già lavora a Villanova con un contratto di consulenza.

POCHI CLIENTI E MOLTI SALONI. Ma non ci sono solo le dichiarazioni sui motori a essere nebbiose. L'azienda sostiene di aver risolto i problemi del debito con la stessa Leonardo e con le banche, ma finora non c'è nulla di ufficiale. E lascia intendere che ci sarebbe un’intesa in corso con la stessa Leonardo per quanto riguarda il drone. Ma perché queste dichiarazioni assomigliano da tempo a un auspicio più che a un strategia? Perché non sono supportate da documenti? E soprattutto perché Leonardo con il nuovo ad Alessandro Profumo non ufficializza la rischedulizzazione del debito e la nuova alleanza per il drone? Non solo. Leggendo le dichiarazioni di Vaghi ai sindacati, i dubbi investono anche altri temi. Come si domanda un ex dirigente Piaggio: «In che misura la "partecipazione ai saloni internazionali" può ritenersi sinonimo di ripresa delle vendite del velivolo P180 Avanti Evo? E come si può affermare, in generale, di avere ripreso le vendite di Evo avendo acquisito un solo cliente tra fine 2015 e luglio 2017?».

Renato Vaghi, ad di Piaggio Aerospace.

A questo si aggiunge che il solo annuncio commerciale finora emesso dall'azienda a proposito del drone P.1HH risale al 18 marzo 2016 e riguarda l'acquisizione di otto velivoli da parte delle forze aeree degli Emirati Arabi. Vaghi ora ha spiegato che sta completando cinque sistemi (per un totale di 10 velivoli) e successivamente ne realizzerà altri otto (per un totale di 16 velivoli). A chi sono destinati tutti questi droni? Ci sono nuovi clienti di cui nessuno è a conoscenza? Comprendono l'Aeronautica militare italiana, con i fondi recentemente stanziati? Sono droni Isr (destinati cioè a sorveglianza e monitoraggio) o armati?

DOMANDE SENZA RISPOSTA. Ma soprattutto come fa l'azienda a impegnarsi, come Vaghi ha dichiarato, a mantenere tutte le attività relative ai motori presso lo stabilimento di Villanova, pur cedendole a un terzo? L’acquirente sarebbe d’accordo? E come potrebbe Villanova, stabilimento disegnato in origine per la sola attività dei motori, ospitare sia questo settore produttivo sia quello aeronautico, soprattutto se in crescita come Vaghi promette? Di mezzo c'è pure un il problema della cessione e successiva convivenza di prodotti, come i motori, spesso protetti dal Nos (il nulla osta sicurezza, essenziale per poter operare a livello internazionale su appalti e commesse che riguardano la sicurezza nazionale) e dalla legge golden power italiana, o parte di programmi internazionali per cui un cambio di fabbricante richiederebbe l’avallo di un governo estero?

ATTESA PER IL NUOVO TAVOLO. Tutte domande che forse anche la tranquilla Cgil savonese potrebbe porsi e porre all’azienda, i cui progetti appaiono appunto molto "vaghi". Forse troveranno risposta alla fine di agosto quando ci sarà, pare, un nuovo incontro a Palazzo Chigi. Nel frattempo meglio festeggiare sui social i dati Istat.

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