Pensioni
PREVIDENZA 2 Agosto Ago 2017 1937 02 agosto 2017

Pensioni, l'Inps studia come tenersi stretto chi lascia il lavoro

Il messaggio di Boeri per arginare la fuga all'estero degli over 60. In ballo un gruzzolo da 80 milioni di euro, ma la cifra è destinata a salire ulteriormente.

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Anche i pensionati fanno muovere l'economia e in un mondo senza certezze i loro assegni blindati fanno così gola da aprire a un Risiko, a una 'guerra' tra Paesi per acchiapparli. Chi si ritira dal lavoro non è più visto come un peso: la vita si allunga e per l'Inps non c'è da stupirsi se si varcano i confini nazionali. «La globalizzazione porta a questo», sarà sempre di più così e «non c'è niente di male» sottolinea il presidente dell'Istituto, Tito Boeri (leggi l'allarme della Uil sulle pensioni dei giovani).

IN ITALIA NESSUN BONUS PER ATTRARRE.Il problema è che, mentre altri Stati hanno messo a punto bonus per attrarre gli over 60, l'Italia non fa lo stesso. Sarebbe quindi «utile», suggerisce Boeri, che anche il nostro Paese si «rendesse appetibile». Per ora, invece, spiega il numero uno dell'Inps, paghiamo ai residenti all'estero oltre ai trattamenti basati sui contributi anche prestazioni assistenziali, come le quattordicesime, che invece «sono tipicamente erogate dal Paese» in cui si vive.

«Un'anomalia che ci porta ad alleggerire i conti di altri Stati», quando, tra l'altro, «il nostro Paese non è ancora dotato di un sistema di assistenza sociale di base adeguato». Basti pensare che in Germania, racconta Boeri, «riducono le prestazioni che darebbero a pensionati italiani nel momento in cui questi ricevono la maggiorazione». Il presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato, Claudio Micheloni, apre alla possibilità di rivedere la materia, ammettendo che la «funzione dell'Inps non è quella di alleggerire le casse svizzere o tedesche». In ballo c'è un gruzzolo pari a 80 milioni di euro, ma la cifra è destinata a salire quest'anno a causa dell'estensione della platea dei beneficiari delle quattordicesime. Ecco che, in vista della manovra, il binomio pensionati-estero non va trascurato.

CONCENTRARSI SUI FLUSSI IN ENTRATA. Scelta civica ricorda una sua proposta per un regime di tassazione agevolata al 10% da riconoscere ai pensionati che si trasferiscono da noi. Qualcosa in questo senso è stato fatto, con la finanziaria 2016 è stata lanciata la 'flat-tax' per i 'Paperoni' che decidono di spostarsi qui. Di certo 'importare' pensionati secondo Boeri aiuterebbe a far crescere «la domanda interna». È dunque sui flussi in entrata che bisogna concentrarsi più che su quelli in uscita: «Non siamo assolutamente contrari ai pensionati all'estero, se si tratta di prestazioni di tipo contributivo». Anche se l'Inps versa all'estero circa un miliardo di euro per assegni che nel 70% dei casi si basano su un'anzianità di sei anni (oltre il 40% delle pensioni in regime internazionale è diretto fuori, anche se l'importo medio mensile è di soli 380euro). Tornando alle faccende puramente domestiche, Boeri, sollecitato sull'ipotesi di riscatto gratuito della laurea, parla di idea «condivisibile», perché «si guarda alle nuove generazioni», tuttavia, fa notare, se il beneficio va solo ai Millennials «si rischia di creare disparità di trattamento».

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