Padoan, priorità dell'Italia è il lavoro
3 Agosto Ago 2017 1855 03 agosto 2017

Tim, Padoan apre allo scorporo della rete

Il ministro: «Aumenta l'efficienza, va applicato dove possibile». E su Fincantieri-Stx: «Non accetteremo il 50%». Nella prossima finanziaria priorità al taglio del costo del lavoro per i giovani. Sull'Irpef niente da fare.

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Il ministro Pier Carlo Padoan, intervistato da Sky Tg 24, è tornato sul tema che più di ogni altro, nelle ultime settimane, sta agitando l'agenda economica del governo: la vicenda Fincantieri-Stx, che dal 2 agosto si è arricchita di un nuovo capitolo, con il possibile ricorso al golden power contro i francesi di Vivendi in Tim.

L'IPOTESI DELLO SCORPORO. L'ipotesi messa in campo da Padoan riguarda proprio quest'ultima società e consiste nella scorporo della rete per le telecomunicazioni posseduta da Tim dalla fornitura dei servizi ad essa collegati. «Lo scorporo della rete è un discorso molto generale e noto», ha detto il ministro, per poi aggiungere: «È una configurazione che aumenta l'efficienza e la competizione, va applicato dove possibile». Parole che suonano come un'apertura a una soluzione di questo tipo, sempre in un'ottica anti-francese.

SPINGE ANCHE IL PARLAMENTO. L'ipotesi è tornata in auge anche dopo la mano tesa del presidente del gruppo telefonico, Arnaud De Puyfontaine, disponibile a una «discussione aperta». In questa direzione spingono anche diversi fronti della politica. Dopo le commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato, che hanno lavorato a una mozione per lo scorporo e la successiva fusione con Open Fiber, ne ha parlato anche Pier Luigi Bersani di Articolo 1-Mdp, secondo cui «tutte le soluzioni che portassero ad avere un soggetto di rete, e non due, in questo Paese sarebbe la cosa più logica. E non dev'essere necessariamente una rete pubblica».

FERMEZZA SU STX. Quanto invece ai cantieri di Saint-Nazaire, Padoan ha ribadito che «gli italiani sanno contare benissimo, proprio per questo un accordo al 50% non sarà accettabile e non sarà accettato. Avevamo con il precedente governo francese un accordo chiarissimo, smentito da Macron. E noi questo non lo accettiamo. Si riparte da qui».

IL RUOLO DELLA COMMISSIONE EUROPEA. Nella vicenda, inoltre, potrebbe giocare presto un ruolo anche la Commissione europea: «Starà a Bruxelles decidere se ci sono gli estremi per interventi rispetto alla nazionalizzazione che il governo francese ha deciso di operare», ha spiegato Padoan, per poi passare al fronte interno e alle prossima manovra finanziaria.

MANOVRA, RIDURRE IL COSTO DEL LAVORO PER I GIOVANI. Il governo punta a varare una legge di Stabilità «di sostegno alla crescita», in «piena continuità» con la politica di bilancio precedente. Secondo Padoan occorre individuare «poche priorità perché ci sono poche risorse e bisogna usarle in modo efficace. La riduzione del costo del lavoro per i giovani è una priorità. Lo strumento fiscale può essere molto efficace, se utilizzato in modo permanente e non temporaneo».

NIENTE TAGLIO DELL'IRPEF. E il taglio dell'Irpef, più volte ventilato? «Bisogna fare i conti con le risorse disponibili, che al momento non consentirebbero un taglio permanente», ha ammesso il ministro, quindi «per ora no».

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