Nagel
4 Agosto Ago 2017 0938 04 agosto 2017

Mediobanaca, Nagel: «Generali cruciale, ma niente dogmi»

La risposta del Ceo a una domanda sulla possibilità di ridurre la quota anche sotto il 10% previsto dal piano.

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Generali è per Mediobanca «una partecipazione cruciale per generazione di capitale e utili», ma «non ci sono dogmi», per valutare una cessione «le uniche variabili chiave sono gli utili per azione, la dotazione di capitale e le prospettive per il gruppo». Lo ha detto il Ceo di Mediobanca, Alberto Nagel rispondendo a una domanda sulla possibilità di ridurre la quota in Generali anche sotto quel 10% previsto dal piano.

«Il nostro piano prevede lo sviluppo di tre business e la partecipazione in Generali funge da stabilizzatore di 'eps' (earning per share) e come fonte di capitale. Da questo ne deriva che se la nostra crescita, organica e inorganica, richiedesse più capitale di quello che la banca produce naturalmente sicuramente sarà obbligo del management prima di chiedere soldi agli azionisti di mobilizzare le risorse che ci sono all'interno del gruppo e tra queste sicuramente la partecipazione in Generali», ha ricordato l'ad di Mediobanca, spiegando il razionale dietro alla partecipazione nella compagnia triestina. «Ogni tanto voi vedete Unicredit, Mediobanca e Generali come una filiera» - ha concluso ribadendo quando già detto dall'ad del Leone Philippe Donnet - «si tratta di tre aziende totalmente indipendenti, con profili diversi, piani completamente diversi».

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