Scuola
7 Agosto Ago 2017 1657 07 agosto 2017

Scuola, dal Cdm via libera a 58 mila nuove assunzioni

Il ministro Madia ha annunciato l'approvazione del piano per insegnanti, presidi e personale tecnico amministrativo. Scatterà nell'anno scolastico 2017-2018. Via libera anche all'equo compenso per gli avvocati.

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Sono 58.348 le assunzioni per la scuola sbloccate il 7 agosto dal Consiglio dei ministri, tra professori, presidi e personale tecnico-amministrativo. La stragrande maggioranza dei posti, quasi 52 mila, spetta a nuovi insegnanti.

Il Consiglio dei ministri, probabilmente l'ultimo prima della pausa estiva, ha così sbloccato immissioni attese, ma per cui mancava il via libera finale. Ora, con tre decreti varati dal governo, gli ingressi diventano ufficiali. D'altra parte già in questi giorni gli insegnanti sono alle prese con le assegnazioni delle cattedre in base ai cosiddetti ambiti territoriali. Nel dettaglio, l'ondata di assunzioni nella scuola prevede, come sintetizza la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli, «51.773 docenti, 6.260 unità di personale Ata, 259 dirigenti scolastici e 56 educatori».

RISORSE STANZIATE DALLA LEGGE DI STABILITÀ. Per quest'anno le assunzioni sono coperte con le risorse stanziate dalla legge di Stabilità (circa 400 milioni per il 2018). I circa 52 mila posti riservati ai professori includono 13.393 insegnanti di sostegno. Come noto, la metà sarà pescata dalle graduatorie di merito (prendendo i vincitori di concorso), l'altra dalle liste ad esaurimento. Una buona fetta, circa 21 mila, deriva dal normale turnover (gli ingressi sostituiscono i pensionamenti), ma ci sono anche oltre 15 posti che sono stati trasformati da organico di fatto a organico di diritto e 16 mila che vanno a colmare nuove esigenze.

NUOVO CONCORSO PER I PRESIDI. Quanto ai presidi, nelle prossime settimane dovrebbe essere pubblicato il bando per reclutarne altri 2 mila. Il concorso si dovrebbe tenere in autunno, per garantire l'entrata in servizio alla partenza dell'anno scolastico successivo.

AVVOCATI, NORME A TUTELA DEI PIÙ GIOVANI. Dal Consiglio dei ministri è arrivato anche il via libera alla norma sull'equo compenso: «Una svolta rispetto alla crisi dell'avvocatura e agli squilibri di fronte a committenti molto forti», ha commentato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. La norma, ha spiegato Orlando, «sancisce come vessatorie una serie di pratiche e comportamenti contro le quali il contraente potrà ricorrere. Si tratta di novità attese da tempo soprattutto dai giovani, sottoposti a una sorta di caporalato intellettuale». Secondo il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, si tratta di un provvedimento che «avrà certamente ripercussioni sui giovani, ma soprattutto segna una svolta culturale: è un segnale importante».

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