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PREVIDENZA 30 Agosto Ago 2017 1825 30 agosto 2017

Pensioni, per giovani con carriere discontinue assegno di 680 euro

La proposta del governo: uscire dal mercato del lavoro prima dei 70 anni e con 20 anni di contributi, maturando un trattamento pari a 1,2 volte l'assegno sociale invece dell'attuale 1,5.

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I giovani che sono interamente nel sistema contributivo e hanno avuto carriere lavorative discontinue potrebbero andare in pensione prima dei 70 anni e con 20 anni di contributi, maturando un trattamento pari a 1,2 volte l'assegno sociale Inps (448 euro) invece dell'attuale 1,5. La proposta è arrivata dal governo al tavolo sulla previdenza con i sindacati, riuniti al ministero del Lavoro.

SECONDO ROUND DI CONFRONTO. Dopo il primo round di confronto concluso con il varo dell'Ape, sociale e volontaria (per quest'ultima il decreto attuativo dovrebbe essere licenziato da Palazzo Chigi in una delle prossime sedute del Consiglio dei ministri), cioè dell'anticipo pensionistico che permette a chi è vicino alla pensione di lasciare il lavoro qualche anno prima rispetto alla scadenza naturale, gli interventi allo studio di questa seconda tornata riguardano per l'appunto i giovani.

CUMULABILITÀ GARANTITA. In sostanza, la soglia per accedere alla pensione verrebbe ridotta da 1,5 volte l'assegno sociale (672 euro) a 1,2 volte (538 euro). Ma le persone ricadenti nella platea interessata, cioè i giovani che hanno iniziato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996, uscirebbero dal mercato del lavoro con un assegno minimo di circa 650-680 euro, perché verrebbe aumentata la cumulabilità tra assegno sociale e pensione contributiva. La cumulabilità, in particolare, verrebbe portata dall'attuale un terzo al 50% dell'assegno, quindi a 224 euro.

IL RISCHIO DI UN ASSEGNO TROPPO BASSO. La discussione con i sindacati verte proprio sulla cosiddetta pensione "di garanzia" per le nuove generazioni, alle prese con un ingresso ritardato nel mondo del lavoro e periodi di buco nel versamento dei contributi, due fattori che rischiano di rendere l'assegno previdenziale pubblico decisamente basso. Attualmente possono accedere alla pensione, dati i requisiti di età e contributi, i giovani che percepiscono un trattamento pari a 1,5 volte l’assegno sociale Inps.

BOERI È CONTRARIO. Il presidente dell'Inps stesso, Tito Boeri, ha però già espresso la sua contrarietà all'idea di introdurre una pensione "di garanzia" per i giovani, perché sarebbe «un trasferimento di costi a carico delle generazioni future». Più utile per i giovani, invece, sarebbe introdurre sgravi contributivi con cui ottenere più facilmente contratti a tempo indeterminato. In questo caso, infatti, «i contributi sarebbero fiscalizzati», quindi a pagare sarebbero le generazioni di lavoratori più avvantaggiate rispetto ai giovani.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha parlato di un incontro «utile, in un clima positivo» e si è impegnato a continuare il confronto con i sindacati. Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. I prossimi appuntamenti sono fissati per il 5 settembre (sui temi del lavoro), il 7 e il 13 settembre (sulle pensioni). Quanto all'innalzamento dell'età pensionabile legato all'aspettativa di vita, «le organizzazioni sindacali hanno ribadito l'importanza del tema e noi abbiamo confermato la posizione del governo», ha detto il ministro, ossia che il tema «potrà essere discusso quando l'Istat avrà diffuso gli ultimi dati», tra settembre e ottobre.

CAMUSSO: «GOVERNO RETICENTE SU ASPETTATIVA DI VITA». Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha espresso un punto di vista più critico: «Vorremmo sottolineare un'ampia reticenza da parte del governo a dire che la questione dell'aspettativa di vita è all'ordine del giorno e bisogna intervenire». Proprio all'aumento dell'aspettativa di vita, secondo l'automatismo previsto dalla legge attualmente in vigore, andrà infatti adeguata l'età pensionabile.

BARBAGALLO: «PARZIALMENTE SODDISFATTI». «Siamo parzialmente soddisfatti», ha detto invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, «abbiamo apprezzato lo sforzo del governo sul tema delle future pensioni dei giovani e il meccanismo ipotizzato ci sembra interessante, ma saranno necessari approfondimenti tecnici per sciogliere alcuni dubbi e alcune questioni applicative». Resta inoltre da affrontare «l'atavico problema della separazione tra previdenza e assistenza e quello dell'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, che il governo sembra dare per scontato e che, invece, secondo noi, deve essere bloccato».

PETRICCIOLI: «IPOTESI POSITIVE MA NON ANCORA SUFFICIENTI». Sulla stessa linea il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli: «Oggi sono arrivate alcune ipotesi di soluzione da parte del governo per migliorare l'accesso alla pensione dei giovani che avranno assegni interamente calcolati col metodo contributivo, e alcune aperture per il rilancio delle adesioni alla previdenza complementare». Si tratta di «ipotesi positive ma ancora non sufficienti, per tenere insieme il necessario ripristino delle condizioni di flessibilità nell'accesso al pensionamento con il tema dell'adeguatezza dei trattamenti pensionistici».

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