Banca San Marino
30 Agosto Ago 2017 1639 30 agosto 2017

San Marino, lo scontro tra il governo e i vertici della Banca centrale

La maggioranza vuole sfiduciare i dirigenti Wafik Grais e Lorenzo Savorelli. Il ministro del Bilancio e delle Finanze, Simone Celli, dopo aver sostenuto la linea dell'istituo di credito si è come inabissato. Il caso.

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Il governo di San Marino sta provando a sfiduciare i vertici della locale Banca centrale, Wafik Grais e Lorenzo Savorelli. Lo scontro è esploso nella mattina del 30 agosto 2017 quando il direttore generale dell'istituto ha presentato la relazione sulla situazione della Carisparmio San Marino al Comitato per il credito e il risparmio, dove venivano indicate le responsabilità degli amministratori, a cominciare dall’ex vice direttore vicario Vladimiro Renzi, padre dell’attuale ministro degli Esteri di San Marino, e si preannunciava una relazione al Fondo monetario.

RISANAMENTO IMPOSSIBILE. La linea di trasparenza, legalità e accordo con le istituzioni finanziarie internazionali sostenuta dalla Banca centrale finora è stata appoggiata dalla nuova maggioranza che governa il Titano, il punto è capire se essa saprà difendere la Banca centrale di San Marino oppure verrà risucchiata nel groviglio degli interessi che sinora hanno impedito il risanamento.

DOPPIO GIOCO DEL MINISTRO. Gli osservatori guardano al ministro del Bilancio e delle Finanze, Simone Celli, che fino a poco fa ha sostenuto la linea della Banca centrale e poi, ormai da qualche giorno, si è come inabissato.

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