Tariq Hamoodi
1 Settembre Set 2017 1355 01 settembre 2017

Hamoodi, ritratto del banchiere che salverà il Genoa Calcio

Dietro a Giulio Gallazzi, pronto a rilevare la società di Preziosi, c'è il fondo Bybrook Capital. Di cui il 30enne irlandese è partner. Dagli investimenti in Mps a Dema: ecco chi è.

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Segnatevi questo nome perché presto si leggerà sui giornali: Tariq Hamoodi, 30enne irlandese cresciuto in Canada, partner di Bybrook Capital Llp, fondo di investimento da 2 miliardi di dollari di base a Londra. È lui l'uomo dietro a Giulio Gallazzi, il consigliere di Banca Carige e presidente di Sri Group che sta trattando in queste ore l'acquisto del Genoa Calcio di Enrico Preziosi. La trattativa sta entrando nella fase più calda, perché a breve sarà presentata l'offerta per rilevare i rossoblu. E nei prossimi giorni si attende una risposta dall'ormai presidente uscente. L'obiettivo di Hamoodi è ristrutturare il debito della società, circa 60 milioni di euro, e rilanciare il brand di quella che è una delle squadre più antiche d'Italia. Appassionato di sport, in particolare di calcio e boxe (nella sua foto profilo su Twitter lo si può vedere con i guantoni durante un incontro, ndr), Hamoodi non è nuovo a chi segue il mondo della finanza italiana.

Il suo nome fece capolino sui quotidiani alla fine dello scorso anno, durante la crisi del Monte dei Paschi di Siena. Contattato dal Giornale, Hamoodi spiegò i motivi che lo spinsero a fare parte della cordata dei fondi internazionali che investirono in bond subordinati di Rocca Salimbeni per convertirli in azioni, in accordo con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. «Se andrà in porto la cessione delle sofferenze messa in piedi da Atlante, il Monte Paschi sarà la banca più pulita in Italia. E alla luce di questo è un'ottima occasione di investimento perché il titolo non è caro», spiegò. «Inoltre, se il piano funziona, la banca potrebbe diventare un ottimo target da acquisire. In passato Sabadell, Bnp, Crédit Agricole erano interessati al Monte ma se ne tenevano alla larga perché preoccupati dal suo portafoglio crediti».

UN PASSATO IN MORGAN STANLEY. Il banchiere, con un passato in Morgan Stanley, parlò dell'importanza di investire in Mps «per il bene del sistema. Perché se l'aumento di capitale passa, ci sarà grande interesse per quello di Unicredit». Non solo. Il fondo guidato da Robert Dafforn ha fatto investimenti anche nel settore dell'aerospazio, salvando quest'anno dal fallimento la Dema Aeronautics, azienda che si occupa di progettazione, industrializzazione e assemblaggio di strutture aeronautiche complesse. Con tre stabilimenti Italia, tra la Campania e la Puglia, 800 dipendenti e un fatturato di 40 milioni di euro (dati 2016), la Dema lavora con Leonardo-Finmeccanica, Bombardier e Pratt&Whitney Canada.

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