Rapporto Coop
8 Settembre Set 2017 1758 08 settembre 2017

Rapporto Coop: «Tra salutismo e carrello del lusso crescono i consumi degli italiani»

L’indagine dell'associazione nazionale delle cooperative fotografa un Paese in ripresa dopo la crisi. Torna il valore nel carrello degli italiani che si lasciano alle spalle le rinunce alimentari

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L’Italia, seppur con difficoltà, alza la testa dopo la crisi. È questo il quadro che emerge dall’edizione 2017 del Rapporto Coop, presentato il 7 settembre a Milano. Un documento fondamentale per analizzare la vita degli italiani a partire dal carrello della spesa. Nonostante le criticità ereditate dagli anni della recessione, l’economia italiana migliora grazie alla spinta dell’export: il Pil segna un +1,5% nel 2017 e un +1,2% è atteso nel 2018.

I CONSUMI CRESCONO. La buona notizia è che i consumi continuano a correre: il 2017 si chiuderà con un + 1,2%. «La dinamica dei redditi delle famiglie - si legge nell’analisi di Coop - è azzerata dalla bassa crescita dei salari e dalla lieve ripresa dell’inflazione. Nonostante ciò le famiglie stanno mantenendo la spesa a livelli elevati». Per milioni di italiani sembra infatti finito il tempo delle rinunce alimentari. Il 70% cerca la qualità a tavola e il carrello del lusso supera l’8% di crescita nel primo semestre dell’anno. Lo studio di Coop mette in luce anche una vera e propria «ossessione» per la salute. I cosiddetti «cibi terapeutici», ricchi di nutrienti e di proprietà benefiche, valgono il 10% dei consumi alimentari e crescono il doppio della media (+5% nell’ultimo anno, i superfood dell’8%). «Gli elementi di ripresa dei consumi sono evidenti anche nella nostra rete di vendita - spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia - nei primi sei mesi dell’anno abbiamo migliorato le vendite (nel Grocery +1,2% a valore e +2,1% a volume). Inoltre, di fronte al risveglio dell’inflazione alimentare, continuiamo a frenare i prezzi di vendita e a difendere il potere di acquisto dei nostri soci e consumatori. Il delta inflattivo tra Coop e la media del mercato sfiora il -2%».

LE CICATRICI RESTANO E IMPATTANO SUL QUADRO SOCIALE. Secondo Coop l’Italia non è però guarita dalle cicatrici della crisi che hanno effetti ancora molto forti sul tessuto sociale. Il livello di disuguaglianza nel nostro Paese resta tra i più alti d’Europa: il 28,7% delle famiglie, un italiano su 4, è a rischio povertà o esclusione sociale e tra le preoccupazioni dei nostri connazionali spiccano il lavoro, il terrorismo e l’immigrazione. In particolare la ricerca del termine «immigrati» in rete fa registrare un incremento del 107% rispetto al 2012, a dimostrazione di quanto il tema sia delicato. Una questione quella dell’integrazione oggi non più rinviabile considerando che, come spiega Coop, «tra 50 anni un residente su 3 sarà straniero e tra i giovani gli immigrati saranno la maggioranza». L’indagine denuncia anche i rischi del gap generazionale: tra le famiglie con un reddito molto basso oltre la metà è guidata da un under35. I segnali di ripresa in breve ci sono ma per Stefano Bassi, presidente dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, vanno «sostenuti da interventi strutturali a favore della crescita del lavoro riducendo le disuguaglianze generazionali».

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