Manovra: più vicina web tax
9 Settembre Set 2017 1506 09 settembre 2017

Fisco, l'Italia per una web tax europea

La proposta firmata anche da Germania, Francia e Spagna sarà presentata all'Ecofin di Tallin la prossima settimana. Addio residenza reale per i colossi 2.0: arriva quella virtuale.

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Anche l'Italia si schiera per una web tax europea. Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha infatti sottoscritto una dichiarazione politica congiunta con i colleghi di Germania, Francia e Spagna a sostegno dell'iniziativa da presentare alla riunione dei ministri delle Finanze Ue che si terrà a Tallin il 15 e il 16 settembre. La dichiarazione è stata inviata a Toomas Töniste, ministro delle Finanze dell'Estonia - Stato che ricopre la presidenza di turno dell'Ue - e per conoscenza al Commissario europeo Pierre Moscovici. L'iniziativa, spiega il ministero, «ha lo scopo di sollecitare una imposizione delle imprese che svolgono attività economica in Europa senza corrispondere un livello di tassazione adeguata, mettendo a repentaglio i principi di equità fiscale e la sostenibilità del modello economico e sociale del continente».

RESIDENZA VIRTUALE. La web tax europea messa a punto da Bruxelles intende superare il principio della residenza fiscale di aziende come Booking.com, Google, Amazon, Facebook e Airbnb adattandolo alla caratteristica dell'economia digitale, che produce redditi 'virtuali' in molti Stati pagando le tasse in uno soltanto. Affrontare le sfide dell'economia digitale, si legge nel documento, comporta la «modifica del concetto di stabilimento permanente». In base a questo approccio, «anche senza presenza fisica», un'azienda con una «presenza digitale significativa» nei Paesi dove opera, dovrebbe prendersi una «residenza virtuale» che lo costringerebbe a sottostare alla loro tassazione sulle imprese.

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