BP Bari
11 Settembre Set 2017 1648 11 settembre 2017

Lo strano caso della Popolare di Bari: attaccata da più parti, ma con i conti in regola

Dai dati dell’ultima semestrale emerge un aumento significativo della raccolta diretta (+9,7%), una diminuzione dei costi operativi (-4,4%) e una nuova cartolarizzazione da 340 milioni. 

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E’ da giorni che monta la polemica mediatica intorno alla Popolare di Bari, che a causa di una certa difficoltà nel liquidare le azioni messe in vendita sul borsino HI-Mtf dai soci interessati, viene tacciata da più parti di essere una banca in crisi, addirittura a rischio crac, con pindarici accostamenti con le ben note banche venete.
Eppure, a un’attenta lettura dei dati dell’ultima semestrale, i risultati appaiono buoni, con la banca che chiude al 30/6 con una raccolta totale a 14,5 miliardi (+7,3% rispetto a fine 2016), impieghi stabili a 9,2 miliardi, e un incremento dell'attivo totale, passato da 13,6 miliardi di fine 2016 a 14,2 miliardi. In rallentamento la dinamica delle sofferenze lorde (-0,6% nei sei mesi), settore nel quale il Gruppo sta completando un’ ulteriore operazione di cartolarizzazione di posizioni a sofferenza per un importo di circa 350 milioni per la quale, replicando la cessione del 2016, intende avvalersi della garanzia dello Stato.
Prosegue inoltre l’azione di contenimento dei costi operativi: nel semestre si è registrata una riduzione del 4,4%, ed è già siglato un importante accordo sindacale con la maggioranza delle organizzazioni sindacali.
A pesare sul risultato finale, dunque, è stata per lo più la svalutazione integrale della quota del Fondo Atlante investita nel salvataggio delle due già citate banche venete (Popolare Vicenza e Veneto Banca), pari a 23,6 milioni di euro.
L’On. Francesco Boccia definisce la Popolare di Bari “una banca solida (…), e se poi qualcuno, prendendo come pretesto l’inchiesta giudiziaria, intende fare shopping nel Sud allora la politica sana, che in Puglia esiste, non lo consentirà ”; per il Presidente della Regione Michele Emiliano, invece, “ è un’istituzione indispensabile per il futuro e lo sviluppo della Puglia. Considero una sciagura, per i pugliesi, l’ipotesi di una sua diluizione in una grande banca nazionale o estera”.
Dove sta la verità? In media stat virtus, dicevano gli antichi, e i saggi.

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