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15 Settembre Set 2017 1617 15 settembre 2017

Bancomat e Pos, via al taglio delle commissioni: cosa cambia

Limiti dello 0,2% per le carte di debito e dello 0,3% per quelle di credito sulla spesa totale. Franchigia per i pagamenti non autorizzati da 150 a 50 euro. Riduzioni ulteriori per le transazioni sotto i 5 euro.

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Approvato il decreto legislativo che taglia le commissioni interbancarie per i pagamenti con carta e bancomat tramite Pos. Il decreto recepisce la direttiva dell'Ue sui servizi di pagamento nel mercato interno (la Psd 2 - Payment Services Directive) e adegua la normativa nazionale al regolamento europeo. La direttiva definisce un insieme completo di norme relative ai prestatori di servizi di pagamento (i Psp, banche, poste o altri soggetti pubblici o privati) e agli utenti, al fine di garantire una maggiore efficienza, possibilità di scelta e trasparenza.

1. Limiti alle commissioni per le carte di debito e di credito

Il regolamento mira ad accrescere il livello di trasparenza, concorrenza e d'integrazione del mercato europeo delle carte di pagamento, fissando un limite alle commissioni interbancarie applicate in relazione ai pagamenti basati su carte di pagamento: per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell'operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell'operazione.

2. La franchigia in caso di pagamenti non autorizzati da 150 a 50 euro

La norma detta requisiti tecnici e regole commerciali uniformi, allo scopo di rafforzare l'armonizzazione del settore e garantire una maggiore sicurezza, efficienza e competitività dei pagamenti elettronici, a vantaggio di esercenti e consumatori. Nello specifico, il decreto amplia i diritti degli utenti dei servizi di pagamento, che beneficeranno ad esempio di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima (la parte di danno che resta a carico della parte lesa) da 150 a 50 euro.

3. Non ancora fissate le sanzioni per chi non si dota di Pos

La norma sui limiti alle commissioni si lega a doppio filo con l’obbligo del Pos per i commercianti, esercenti e professionisti. Un obbligo rimasto ancora senza sanzioni, anche se la legge di Stabilità del 2016 aveva previsto un meccanismo per portare da 30 a 5 euro la soglia minima dei pagamenti entro cui bisognava dotarsi del Pos.

4. Divieto generalizzato di applicare sovrapprezzi

Per promuovere l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, il regolamento conferma e generalizza il divieto di applicare un sovrapprezzo per l'utilizzo di un determinato strumento di pagamento (il cosiddetto divieto di surcharge).

5. Commissioni ulteriormente ridotte per pagamenti sotto i 5 euro

Relativamente alle commissioni interbancarie per le sole "operazioni nazionali" tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno inoltre tenuti ad applicare, per tutti i tipi di carte, commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, così da promuovere l'utilizzo delle carte anche per questi pagamenti.

6. Controlli affidati ad Agcom e Banca d'Italia

Per quanto riguarda i controlli, il decreto designa quali autorità nazionali competenti ad assicurare l'osservanza delle relative disposizioni di attuazione della direttiva e del Regolamento la Banca d'Italia e, per alcune specifiche disposizioni, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

7. Definiti i casi esclusi dal regolamento

Inoltre, vengono meglio precisati i casi di esclusione dall'ambito di applicazione delle norme sui servizi di pagamento, ad esempio con riguardo alla esclusione degli strumenti a "spendibilità limitata" (per esempio in relazione alla limitatezza delle reti commerciali in cui sono utilizzabili, alla gamma molto limitata di beni e servizi o agli specifici scopi sociali) e alla possibilità di utilizzare il conto o credito telefonico anche per operazioni di pagamento effettuate nel quadro di un'attività di beneficenza oppure per l'acquisto di biglietti relativi a servizi di diversa natura (nel limite di spesa di 50 euro per singola operazione e comunque di 300 euro mensili).

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