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Crisi delle banche

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LO SPORTELLO
15 Settembre Set 2017 0900 15 settembre 2017

Qualcuno fermi la relazione incestuosa tra banche e Stati

Gli istituti di credito acquistano massicciamente Bot, Btp e Cct. Diventando così le stampelle dei governi. Per sedersi poi nel salotto buono delle lobby. A rimetterci siamo noi correntisti. E l'Europa che fa? Dorme.

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Ogni tanto l’Europa finge di svegliarsi. Ma poi subito si volta dall’altra parte, e riprende a sonnecchiare. Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, tuonò una tantum: «Bisogna impedire al mondo del credito di finanziare lo Stato acquistando titoli di debito pubblico come accaduto negli anni della crisi!». Poi si è riaddormentato. E, davanti alle sue palpebre serrate, la relazione incestuosa è proseguita, con le conseguenze che sappiamo.

UNO SCAMBIO PERICOLOSO (PER NOI). Quella tra le banche private e lo Stato è una relazione pericolosa (per noi correntisti). Con il finanziamento del debito pubblico, le banche private forniscono una forte “stampella” allo Stato. Questo aiutino avviene attraverso un massiccio acquisto di Buoni ordinari del Tesoro (Bot), Buoni del Tesoro poliennali (Btp) e Certificati di credito del Tesoro (Cct).

ACQUISTATI TITOLI "A RISCHIO ZERO". I governi ci guadagnano il finanziamento (non gratuito, certo) del debito. Le banche acquistano titoli considerati “a rischio zero” e dunque contribuiscono a raggiungere gli obiettivi di solidità patrimoniali richiesti dalla Vigilanza. All’inizio della crisi, nel 2011, le banche italiane avevano nelle loro casse 240 miliardi di euro in Btp e altri titoli di Stato, lievitati a oltre 400 miliardi nel 2014-2015, e quindi calati a 380 miliardi alla fine del 2016 (dato della Banca centrale europea). Un mare di soldi.

Patti chiari, amicizia lunga: la banca compra i titoli di Stato, e in cambio lo Stato, comprese Banca d'Italia, Consob e commissioni parlamentari, non rompe le scatole sugli affari meno nobili

Come mai tanta “accoglienza” delle banche verso lo Stato? Il dubbio è che le Banche, lungi dall’essere paladine della causa sociale, “missionarie” o mecenati, siano più prosaicamente interessate - per convenienza e per opportunismo - a tenere una poltrona riservata nel salotto buono delle lobby. Patti chiari, amicizia lunga: la banca compra i titoli di Stato, e in cambio lo Stato, comprese Banca d'Italia, Consob e commissioni parlamentari, non rompe le scatole sugli affari meno nobili degli istituti di credito.

REGOLE CHE NESSUNO APPLICA. Questo è il succo. Squisitamente nascosto, però, dal suo contenitore. Come ai tempi di Aristotele e Platone, forma e sostanza sono concetti che tornano sempre di moda. Anche la Finanza, in fondo, vive di questo. Regole che nessuno applica. Leggi scritte e leggi non scritte, proprio come nell’Antigone di Sofocle. Nella Finanza è fondamentale che la sostanza trovi un accordo con la forma. Per esempio: vi siete mai chiesti come definire esattamente la Banca d’Italia? Chi è? Cosa fa? Come funziona? Rileggete Lo sportello. Alla prossima.

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