Ocse,Italia pochi laureati e bistrattati
5 Ottobre Ott 2017 1026 05 ottobre 2017

Allarme Ocse: «In Italia pochi laureati, poco preparati e "bistrattati"»

Secondo un nuovo rapporto in Italia solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato, 10 punti in meno rispetto alla media. In più il nostro Paese è l'unico del G7 in cui il 12% dei lavoratori è più competente del richiesto.

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«Solo il 20% degli italiani tra i 25 e i 34 anni è laureato rispetto alla media Ocse del 30%». Così il rapporto Ocse sulla 'Strategia per le competenze'. Inoltre "gli italiani laureati hanno, in media, un più basso tasso di competenze" in lettura e matematica (26esimo posto su 29 paesi Ocse). Non solo, quelli che ci sono non vengono utilizzati al meglio, risultando un po' 'bistrattati'. L'Italia è «l'unico Paese del G7» in cui la quota di lavoratori laureati in posti con mansioni di routine è più alta di quella che fa capo ad attività non di routine.

COMPETENZE SUPERIORI AL PROPRIO CV. In inglese il fenomeno è noto come 'skills mismatch', in italiano si potrebbe tradurre con 'dialogo tra sordi', dove i due potenziali interlocutori sono il lavoratore e il posto di lavoro. Insomma le competenze non risultano in linea con la mansione. Cosa da noi «molto diffusa», ha spiegato l'Ocse in un dossier specifico sulla materia. Non finisce qui: «sorprendentemente, malgrado i bassi livelli di competenze che caratterizzano il Paese, si osservano numerosi casi in cui i lavoratori hanno competenze superiori rispetto a quelle richieste dalla loro mansione, cosa che riflette la bassa domanda di competenze in Italia».

FORZA LAVORO COMPOSTA DA SOVRA-QUALIFICATI. «I lavoratori con competenze in eccesso (11,7%) e sovra-qualificati (18%) rappresentano una parte sostanziale della forza lavoro italiana», maggiore di quella che, invece, si trova sotto il livello richiesto (il 6% risulta avere competenze basse rispetto al lavoro che fa e il 21 è sotto qualificato). Al paradosso si aggiunge la constatazione che «circa il 35% dei lavoratori è occupato in un settore non correlato ai propri studi». Quindi in più di un caso su tre percorsi d'istruzione e professionali non si parlano.

SALARI SLEGATI DALLE PERFORMANCE. Nel suo rapporto l'Ocse ha affrontato anche la questione dei livelli salariali. «Il livello dei salari in Italia è spesso correlato all'età e all'esperienza del lavoratore piuttosto che alla performance individuale, caratteristica che disincentiva nei dipendenti un uso intensivo delle competenze sul posto di lavoro». «Attualmente l'Italia è intrappolata in un 'low-skills equilibrium, un basso livello di competenze generalizzato: una situazione in cui la scarsa offerta di competenze è accompagnata da una debole domanda da parte delle imprese». In buona sostanza da una parte la forza lavoro non si presenta sul mercato preparata, attrezzata a svolgere le diverse mansioni possibili, dall'altra le aziende non pretendono. Un circolo vizioso che rischia di non portare lontano.

MANAGER CON SCARSE COMPETENZE. «Accanto a molte imprese, relativamente grandi, che competono con successo sul mercato globale, ve ne sono tante altre che operano con un management dotato di scarse competenze e lavoratori con livelli di produttività più bassi», ha riportato ancora il report dell'Ocse. In Italia c'è da ricordare che le imprese a gestione familiare «rappresentano più dell'85% del totale e circa il 70% dell'occupazione del paese». Ma i manager di queste realtà «spesso non hanno le competenze necessarie per adottare e gestire tecnologie nuove e complesse». Basti pensare che «in Italia, più di 13 milioni di adulti hanno competenze di basso livello», concentrati tra i «più anziani, gli immigrati e tra chi lavora nelle imprese più piccole».

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