Etruria: ostacolo vigilanza, assolti

Il caso Etruria

Etruria: bancarotta,per pm 21 a giudizio
11 Ottobre Ott 2017 0842 11 ottobre 2017

Banca Etruria, chiesti danni per 400 milioni agli ex vertici

Depositata a Roma l'azione di reponsabilità per il crac dell'istituto. Oltre 30 le persone coinvolte, tra cui il padre di Maria Elena Boschi.

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Circa 400 milioni di danni. A tanto ammonta la richiesta di danni nei confronti degli ex amministratori e sindaci di Banca Etruria che si sono succeduti dal 2010 in poi. La cifra fa riferimento all'azione di responsabilità contro gli ex vertici dell’istituto finito in risoluzione nel novembre del 2015, depositata nei giorni scorsi al tribunale di Roma.

COINVOLTE PIÙ DI 30 PERSONE. Oltre 30 le persone coinvolte, oltre al revisore dei conti della vecchia banca prima del commissariamento nel febbraio del 2015, PricewaterhouseCoopers. Tra loro gli ex presidenti Lorenzo Rosi e Giuseppe Fornasari e il consigliere (fino al 2014) e vicepresidente (dal 2014 al commissariamento) Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena. Nella lista anche i nomi di Massimo Tezzon e Claudio Salini, ex dirigenti Consob diventati poi presidente del collegio sindacale e presidente della banca. Oltre a tutti i consiglieri «finanziati» dalla banca con prestiti finiti in sofferenza.

NEL MIRINO LA GESTIONE DEI CREDITI. Proprio la gestione dei crediti è una delle condotte alla base dell’azione di responsabilità promossa del liquidatore della banca, Giuseppe Santoni. Che imputa anche la negligenza nella gestione dell’istituto che avrebbe portato all'impoverimento del patrimonio aziendale. E il mancato rispetto delle prescrizioni della vigilanza di Bankitalia, con particolare riferimento alla mancata fusione con un partner di «elevato standing» chiesta dal governatore fin dal 2013 e mai realizzata.

DENARO DA DESTINARE AGLI OBBLIGAZIONISTI. Tra gli obiettivi della causa civile c’è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati. L’azione di responsabilità mira a ottenere i fondi necessari a risarcire i creditori che hanno subito perdite quando - era il novembre 2015 - il governo decise di mettere in liquidazione le quattro banche: oltre ad Etruria, CariChieti, CariFerrara e Banca Marche.

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