Bonometti
12 Ottobre Ott 2017 1130 12 ottobre 2017

Bonometti, il falco lombardo nemico della Confindustria romana

Vicino a Marchionne, guiderà Confindustria Lombardia. Si annuncia battaglia sugli sprechi di viale dell’Astronomia. E sui progetti di rilancio del Sole. Un grattacapo in più per Boccia.

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Il 14 novembre Marco Bonometti diventerà presidente di Confindustria Lombardia. E con questa scelta la Regione più industriale di un tempo vuole mandare non pochi segnali a viale dell’Astronomia. Non fosse altro perché il prescelto, l’imprenditore bresciano, è molto vicino a Sergio Marchionne (la sua OmrAutomotive è uno dei fornitori di Fca) e perché nella precedente corsa alla presidenza nazionale di Confindustria aveva sfidato Vincenzo Boccia. Raccontano da via Pantano: «Carlo Bonomi (il presidente di Assolombarda, ndr), da abile uomo di relazioni e conoscitore delle tecniche di comunicazione, ha appoggiato la candidatura di un personaggio diverso da lui: metalmeccanico fino al midollo, molto diretto e molto duro contro la casta. La persona più adatta per portare avanti quelle battaglie dove non c’è spazio per la diplomazia, contro Roma: riportare il Sole 24 Ore sulla giusta carreggiata, allentandolo da una gestione romanocentrica, e restituire al sistema lombardo un adeguato peso, visto che versa il 20% dei contributi totali ma ha soltanto il 7% dei voti al consiglio generale».

IL NODO DEL SOLE 24 ORE. Il riferimento è al sempre più prossimo aumento di capitale del Sole, con la presidenza Boccia che ha chiesto alle territoriali di coprire almeno 20 dei 50 milioni di euro necessari. All’ultimo direttivo proprio Bonomi avrebbe sottolineato i limiti di un’operazione che potrebbe avere un orizzonte temporale molto limitato, mentre da via Pantano avrebbero maldigerito la lettera arrivata da Roma che spiega le modalità per aderire all’inoptato. Si sa che sopra il Po sarebbero favorevoli a una cessione del quotidiano salmonato, accusato di essere un giornale, anche con il ritorno alla direzione di Guido Gentili, troppo schiacciato sui temi politici e governativi e poco sulla vita delle aziende. Sull’asse Roma-Milano poi non aiuta l’attuale presidente neppure il fatto che in giunta le deleghe al lombardo Giovanni Brugnoli (quelle al capitale umano) siano le più leggere. Nessuno crede a un riequilibrio in giunta, ma dalla Lombardia (come in Veneto o in Piemonte) auspicano un’accelerazione per riformare il sistema, seguendo quanto indicato dalla riforma Pesenti.

Da qui sono in molti a ipotizzare (se non auspicare) che il falco Bonometti sparerà a palle incatenate; facile aspettarsi non poche bordate contro gli sprechi in viale dell’Astronomia o contro i progetti di rilancio del Sole. Ma nella nomina del patron di Omr c’è chi vede anche un chiaro messaggio del territorio per la prossima presidenza di Confindustria. In teoria Vincenzo Boccia ha ancora due anni di mandato, in pratica mai come in questa fase si vedono sommovimenti per accreditarsi come suo successore. Anche perché c’è chi teme che un fallimento nell’aumento di capitale del Sole possa spazzare via l’attuale vertice di viale dell’Astronomia. Milano e la Lombardia rivendicano, se non la poltrona, di tornare a essere i kingmaker di un tempo. In quest’ottica, per il vertice della Confindustria regionale, è stata stoppata la candidatura del varesino Marino Vago, perché troppo legato a Luca Cordero di Montezemolo. C’è chi dice che l’ex presidente di Confindustria volesse mettere le mani sulla Lombardia per facilitare l’ascesa di un candidato a lui gradito come Gaetano Maccaferri.

BOCCIA SEMPRE PIÙ DEBOLE. Sempre in Lombardia c’è chi intravede un interesse alla poltrona che fu di Gianni Agnelli e di Vittorio Merloni in imprenditori famosi e potenti come Marco Tronchetti Provera e Gianfelice Rocca. I quali però, visto il lignaggio imprenditoriale, sono personaggi che devono essere “spinti” dai colleghi a scendere in campo, non si possono certo candidare come prevedono le attuali regole. Intanto tra Roma e i territori di riferimento si starebbero attivando per il salto di qualità le vicepresidenti Lisa Ferrarini, Antonella Mansi e Licia Mattioli. Tutti in corsa per la poltrona di Boccia, che nonostante abbia ancora due anni di mandato è sempre più debole.

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