Madia Marianna Statali
12 Ottobre Ott 2017 1704 12 ottobre 2017

Pa, dal governo via libera a 7.903 assunzioni

Oltre 5 mila posti riguardano le forze dell'ordine, altri 2 mila da nuovi concorsi per ministeri, Inps e Agenzia delle Entrate.

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Via libera a 7.903 assunzioni nella Pubblica amministrazione. Due decreti firmati dal ministro Marianna Madia, di concerto con Pier Carlo Padoan, hanno autorizzato 5.590 ingressi immediati e 2.313 con nuovi concorsi, che seguiranno le regole della riforma della Pa, prove centralizzate e tetti agli idonei. La maggior parte delle entrate riguarda le forze dell'ordine: 5.149 tra polizia, carabinieri, vigili del fuoco e guardia di finanza. Tra i concorsi da bandire alcuni riguardano i ministeri, l'Inps e l'Agenzia delle Entrate.

FINO AL 2019 PER I CONCORSI. Per svolgere i concorsi c'è tempo fino al 2019, il resto delle assunzioni autorizzate invece prevede tempi stretti. L'ok ad assumere fa infatti riferimento a quest'anno, anche se su budget relativi agli anni passati. Ora bisogna attendere solo la registrazione dei decreti (due dpcm) da parte della Corte dei Conti. Nel dettaglio, si tratta di 2.033 assunzioni nell'arma dei carabinieri (a valere sul 2016); 1.032 nella polizia, 619 nella Guardia di finanza; 1.090 nella polizia penitenziaria e 375 nei vigili del fuoco. Una nuova stagione di concorsi toccherà poi le amministrazioni centrali, dal ministero dei Beni culturali (509 posti) all'Inps (730) passando per l'Agenzia delle Entrate (236) e il Mef (517).

MADIA AL LAVORO SULLE LINEE GUIDA. Le selezioni dovrebbero ricalcare nuovi criteri. La ministra della P.a, Marianna Madia, sta infatti lavorando alle linee guida per i concorsi pubblici, che avranno cadenza regolare, procedure semplificate, possibilità di razionalizzare, centralizzare, le prove, puntando su risparmi e trasparenza. Per migliorare la macchina dei concorsi si sta anche costruendo un sito ad hoc che raccoglierà tutti i bandi d'Italia. Tra le novità maggiori sicuramente c'è la soglia al numero massimo di idonei (tetto del 20% sui posti messi a bando). Addio quindi alle graduatorie infinite, tradizionalmente con più idonei che vincitori.

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