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25 Ottobre Ott 2017 1629 25 ottobre 2017

Pensioni, 16 donne su 100 sono senza assegno

Nel documento presentato dal presidente dell'Istat alla commissione Affari Costituzionali alla Camera si sottolinea anche che quasi la meta delle lavoratrici va in pensione con meno di mille euro al mese.

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«Tra le donne, 16 anziane su 100 non ricevono alcuna forma di pensione (tra gli uomini solo 3 su 100)». È quanto si legge nel documento rilasciato dal presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, alla commissione Affari Costituzionali alla Camera, in occasione dell'audizione nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle politiche per la parità di genere.

QUASI IL 50% DELLE DONNE SOTTO I 1O00 EURO. Non va però meglio anche a molte che sono riuscite ad avere la pensione. Nel 2016 le donne sono «la maggioranza dei pensionati (52,7%, a 8,5 milioni) ma percepiscono in media un importo mensile notevolmente inferiore a quello degli uomini: 1.137 contro 1.592 euro», 455 euro in meno. Nel documento presentato da Alleva si evidenzia anche che il «47,6% beneficia di redditi pensionistici inferiori a mille euro, contro una quota che tra gli uomini non arriva ad un terzo (29,6%)».

OLTRE 60 ORE DI LAVORO SETTIMANALE. Il ruolo che le donne rivestono tra le mura domestiche ha il suo peso. Rispetto agli uomini, rileva Alleva, «presentano anche una maggiore quota di sovraccarico tra impegni lavorativi e familiari: più della metà delle donne occupate (54,1%) svolge oltre 60 ore settimanali di lavoro retribuito e/o familiare (46,6% gli uomini)». Passando dall'abitazione al posto di lavoro, nel 2015, fa presente l'Istat, «il reddito guadagnato dalle donne è in media del 24% inferiore ai maschi (14.482 euro rispetto a 19.110 euro)». Almeno, si fa notare, «tale differenza è diminuita dal 2008, quando era del 28%».

IN AUMENTO LE DONNE I POSIZIONI APICALI. Un capitolo del documento è dedicato alle «donne nelle posizioni apicali». L'Istituto registra come continui «ad aumentare a ritmo sostenuto la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa, anche grazie agli interventi normativi in materia. Nel 2017 è stata superata la quota 30 per cento (31,6%). Diversa e variegata è, invece, la rappresentanza femminile - sottolinea Alleva - negli organi decisionali presenti nel nostro Paese. Alla data di ottobre 2017, le donne presenti negli organi decisionali sono in media il 16,4%».

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