Giudice Corte Costituzionale
25 Ottobre Ott 2017 1317 25 ottobre 2017

Pensioni, la Corte Costituzionale: «Legittimo il decreto sulla rivalutazione»

Secondo i giudici supremi, il provvedimento biancia i diritti dei cittadini e le esigenze della finanza pubblica.

  • ...

Il decreto Poletti sulle perequazioni pensionistiche è legittimo. Lo ha deciso la Corte costituzionale, che ha respinto le censure di incostituzionalità sollevate. La Corte ha ritenuto che, diversamente dalle disposizioni del deceto Salva-Italia varato dal governo Monti e annullate nel 2015, la nuova e temporanea disciplina normativa «realizzi un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica».

SOSPIRO DI SOLLIEVO PER IL GOVERNO. La sentenza è stata accolta con un sospiro di sollievo dal governo Gentiloni, dal momento che in ballo c'era un dossier con un impatto potenzialmente molto rilevante per i conti pubblici: fino a 30 miliardi di euro. All'origine del contenzioso la scelta di bloccare, per il 2012 e il 2013, l'adeguamento automatico all'inflazione delle pensioni con un importo mensile tre volte superiore al minimo Inps.

RESTITUZIONE NON TOTALE PER TUTTI. La norma è stata bocciata dalla stessa Corte costituzionale nel 2015. Successivamente il governo Renzi aveva quindi dovuto varare un decreto e correre ai ripari. Il decreto, che porta il nome del ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha stabilito una restituzione della rivalutazione, ma non totale per tutti.

SOLO IL 20% PER LA MAGGIOR PARTE DEGLI ASSEGNI. Il 100% è stato previsto solo per le pensioni fino a tre volte il minimo Inps. A quelle da tre a quattro volte è stato concesso il 40%, che scende al 20% per gli assegni superiori di quattro-cinque volte il minimo (la maggior parte) e al 10% per quelli tra cinque-sei volte. Chi percepisce una pensione superiore a sei volte il minimo Inps è stato escluso dalla restituzione.

LA CONSULTA HA DATO RAGIONE ALL'ESECUTIVO. Quattordici tribunali e una sezione della Corte dei conti avevano quindi fatto ricorso alla Corte costituzionale, accusando il decreto di violare i principi di proporzionalità e adeguatezza del trattamento previdenziale. Ma la Consulta ha dato ragione al governo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso