Green Economy
26 Ottobre Ott 2017 1101 26 ottobre 2017

Intesa Sanpaolo tra le 100 migliori società al mondo per impegno ambientale

Il gruppo inserito nella Climate A List del Carbon Disclosure Project, organizzazione no-profit che analizza dati sulle performance ambientali delle imprese.

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Attenzione al risparmio energetico e piani pluriennali di sostenibilità. Così Intesa Sanpaolo si è guadagnata un posto d’onore nella “Climate A List” del Carbon Disclosure Project (Cdp), organizzazione no-profit che a livello globale raccoglie, analizza e diffonde dati sulle performance ambientali delle imprese. In particolare analizza le informazioni delle aziende quotate su richiesta di 827 investitori che rappresentano oltre 100 trilioni di dollari di fondi in gestione. L'analisi si basa sui dati forniti dalle aziende, che sono valutate su quattro livelli: comunicazione, consapevolezza, gestione, leadership. Sulla base di queste categorie vengono assegnati dei punteggi da D ad A.

IL RICONOSCIMENTO. Intesa Sanpaolo si è distinta per le sue azioni volte a ridurre le emissioni di carbonio ed è stata così inserita nella A List, tra le 100 migliori società al mondo per prestazioni in tema di mitigazione dei cambiamenti climatici. Carlo Messina, Consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, ha parlato di un traguardo fondamentale. «Questo importante riconoscimento dell’impegno di Intesa Sanpaolo in ambito ambientale, e in particolare per lo sviluppo di un’economia a basse emissioni di carbonio, ci conferma leader tra le società quotate nel mondo. Con il nuovo Piano pluriennale di sostenibilità del Gruppo contiamo inoltre, tra gli altri obiettivi, di ridurre significativamente le emissioni di Co2 riconducibili ai consumi energetici».

I DATI POSITIVI. I numeri del Gruppo sono incoraggianti: oltre il 95 per cento di energia elettrica da fonte rinnovabile acquistata in Italia, riduzione del 4,7 per cento dei consumi elettrici rispetto al 2015 e riduzione complessiva del 13,1 per cento delle emissioni di Co2 legate all’elettricità e al consumo termico nel 2016. «Curiamo da sempre l’aspetto energetico e ambientale - spiega Elena Flor, Responsabile Servizio Corporate Social Responsibility di Intesa Sanpaolo - il riconoscimento Cdp è motivo di orgoglio per noi anche perché a livello di investitori e analisti internazionali è molto considerato». Le valutazioni del Carbon Disclosure Project forniscono infatti agli stakeholder uno strumento per monitorare gli sforzi delle aziende nell’attenuare i cambiamenti climatici.

L'IMPEGNO DI INTESA SANPAOLO. L’attenzione per la Green Economy resta dunque molto alta. Tanto che il Gruppo ha scelto di emettere a giugno 2017 un Green Bond da 500 milioni di euro per il finanziamento di progetti dedicati alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica. «È stato un grande successo - continua Flor - le reazioni positive si sono moltiplicate. Il successo dell’operazione è stato confermato dagli ordini per circa 2 miliardi di euro. Ben quattro volte la cifra iniziale». Anche per questo Intesa Sanpaolo è stata inclusa in diversi indici di sostenibilità tra cui il Dow Jones Sustainability e in futuro l’idea è alzare l’asticella. «Abbiamo appena approvato i nuovi piani pluriennali di sostenibilità ambientale. Se già è stato fatto molto, nei prossimi mesi speriamo di migliorare sul fronte dematerializzazione così da ridurre il consumo di carta. Vogliamo lavorare anche su tutte quelle prassi interne che riducono gli impatti diretti dell’attività bancaria. Esportando questo modello anche nelle nostre Banche Estere».

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