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27 Ottobre Ott 2017 0914 27 ottobre 2017

Pensioni, Boeri: «Lo stop all'età solo per ragioni elettorali»

Parlando con Repubblica il presidente dell'istituto di Provvidenza ha lanciato l'allarme sull'eventuale blocco dell'innalzamento dell'età pensionabile. Spostare l'adeguamento al 2021 costerebbe 140 miliardi da qui al 2040.

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«C'è solo una ragione per non adeguare l'età pensionabile alla speranza di vita: la prossima campagna elettorale». Non ha ustato mezzi termini Tito Boeri, presidente dell'Inps, che in un'intervista a Repubblica ha messo in guardia sugli effetti di una «controriforma» sullo spread e criticando i sindacati, che «non difendono i salari ma ormai si battono solo per far aumentare la spesa pensionistica» (leggi anche: Pensioni, le 11 categorie che potrebbero evitare l'aumento dell'età).

A RISCHIO ANCHE LO SPREAD. «Ci vorrà una legge, quindi una riforma pensionistica, anche solo per spostare l'adeguamento al 2018. Questa controriforma delle pensioni ci esporrebbe a grandi rischi in un momento di forti tensioni internazionali e di irrigidimento della politica monetaria», ha affermato Boeri. «Ciò potrebbe provocare un forte aggravio dei costi del servizio del debito pubblico e un conseguente aumento dello spread. Ricordo che un punto in più di tasso di interesse sui nostri titoli di Stato costa circa 2 miliardi di euro all'anno».

RIMANDARE L'ADEGUAMENTO COSTA 140 MLD. «Adeguare l'età nel 2021 anziché oggi costerebbe 140 miliardi da qui al 2040». A pagare il mancato adeguamento sarebbero i giovani: «sono i contributi degli attuali lavoratori che pagano le pensioni degli attuali pensionati. Più anni di vita senza adeguamento vogliono dire più pensioni da finanziare con le proprie tasche», ha detto ancora il presidente dell'istituto. «Oggi la vita lavorativa media in Italia è di 31 anni, contro i 37 della media europea. L'età effettiva di pensionamento è da noi di poco superiore ai 62 anni. Quindi di fatto stiamo innalzando l'età a 62 anni e 5 mesi. Se non lo si fa saranno i giovani a dover andare in pensione a 75 anni, o ancora più in là»

PRONTI A LAVORARE CON L'APE SOCIAL. «Per favorire chi ha minori probabilità di sopravvivenza, gli strumenti ci sono già: l'Ape sociale per esempio permette il prepensionamento a persone che svolgono lavori gravosi», ha aggiunto ancora Boeri. «Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre banche dati e il lavoro dei nostri attuari per identificare le carriere lavorative con speranze di vita più basse».

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