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LAVORO
6 Novembre Nov 2017 1331 06 novembre 2017

Pensioni, Istat: «Per calcolare l'età si valuti percorso individuale»

Il presidente Alleva: «Le esenzioni non si basino solo sulle categorie». Camusso attacca: «Nella legge di Stabilità c'è il vuoto pneumatico». La trattativa va chiusa entro il 13 novembre. Il Pd apre sull'Ape social.

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Per introdurre eccezioni al meccanismo della legge Fornero che alza automaticamente l'età pensionabile con l'aumento dell'aspettativa di vita «non basta individuare le categorie» da salvaguardare, bisogna anche valutare «il percorso lavorativo individuale» e la «durata» del lavoro gravoso. Almeno, questo il parere del presidente dell'Istat Giorgio Alleva, audito in Senato sulla legge di Stabilità. Alleva non ha chiuso all'ipotesi, ma ha invitato il governo a dotarsi di informazioni accurate per evitare semplificazioni.

CAMUSSO ATTACCA IL GOVERNO. Intanto la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, è partita all'attacco. Nella legge di Stabilità sul tema pensioni «c'è il vuoto pneumatico, nonostante gli impegni sottoscritti un anno fa dal governo sulla fase due». La sindacalista, ascoltata in commissione Bilancio, ha detto che bisogna intervenire «prima che scatti l'innalzamento automatico dell'età, con un provvedimento di legge che lo eviti», e poi avere anche «uno sguardo verso il futuro», facendo attenzione alla situazione dei giovani e delle donne.

BARBAGALLO: «SERVE PIÙ TEMPO». «Potremmo passare il pomeriggio a studiare gli emendamenti sul rinvio della questione», ha aggiunto Camusso, «in questo momento è più interessante delle non risposte che sta dando l'esecutivo». Sulla stessa linea anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo: «Noi continuiamo a discutere, ma se serve più tempo, come tutti dicono, vedremo» di prendercelo. Il governo, ha aggiunto Barbagallo, sembra «un po' distratto» sul tema della previdenza per giovani e donne, sul recupero delle carriere discontinue e sul riconoscimento del lavoro di cura.

TEMPI STRETTI PER LA TRATTATIVA. I tempi per la trattativa sono molto stretti. Entro il 13 novembre, infatti, dovranno essere chiariti i termini dell'accordo con le sigle sindacali. E definire per l'appunto le categorie di lavoratori che continueranno a mantenere l'età di accesso alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi anche dopo il 2018. L'ipotesi alternativa, lanciata dal segretario del Partito democratico Matteo Renzi, è di rinviare tutto - scatto automatico e trattativa con i sindacati - a dopo le elezioni politiche della prossima primavera (leggi anche: Pensioni, le 11 categorie che potrebbero evitare l'aumento dell'età).

Più morbida la posizione espressa dalla Cisl, attraverso il segretario confederale Gigi Petteni: «Sull'età pensionabile c'è un confronto aperto, auspichiamo che ci siano le risorse non per stravolgere, ma per dare segnali di cambiamento. Metteremo il massimo dell'impegno al tavolo con il governo, auspicando un accompagnamento da parte di tutto il parlamento». Concetto ribadito anche dalla segretaria generale Annamaria Furlan: «I tempi del confronto sono molto stretti, ma se c'è condivisione bastano. Vedremo se c'è volontà da parte del governo».

IL PD: « DISPONIBILI AD AMPLIARE L'APE SOCIAL». La risposta del Pd si concentra sull'Ape social (anticipo pensionistico sociale): «Se serve modificare la norma sull'Ape social per ricomprendere altri lavori, noi siamo disponibili», ha detto infatti il capogruppo in commissione Bilancio Giorgio Santini, dopo le audizioni dei sindacati. Mentre per quanto riguarda la correlazione con l'aspettativa di vita, «l'Istat ci ha detto che ci vuole un po' di tempo e che occorre prendere in considerazione la permanenza effettiva». Secondo la Repubblica, la nuova proposta dell'esecutivo consiste in primis nel rendere accessibile l'Ape social a tre categorie finora escluse: operai siderurgici, marittimi e agricoltori. E in secondo luogo nello stop all'aumento automatico dell'età pensionabile per tutte le categorie interessate, che diventerebbero così 14.

COME FUNZIONA L'ANTICIPO PENSIONISTICO SOCIALE. L'Ape social attualmente può essere chiesta da 11 categorie di lavoratori che svolgono attività considerate usuranti: maestre d'asilo nido e di scuola materna, infermieri che fanno i turni di notte, macchinisti, camionisti, gruisti, muratori, facchini, badanti di persone non autosufficienti, oltre agli addetti alle pulizie, alla raccolta dei rifiuti e alla concia delle pelli. Possono chiederla anche i disoccupati che abbiano esaurito gli altri ammortizzatori sociali da almeno tre mesi e chi ha una disabilità almeno al 74%. Bisogna avere almeno 63 anni d'età e almeno 30 di contributi se si è disoccupati o disabili, 36 se si è impegnati in attività usuranti, di cui gli ultimi sei accreditati su queste attività. Il tetto massimo di reddito è di di 1.500 euro lordi. Sopra questa soglia l'anticipo pensionistico si paga a rate, come se si chiedesse un prestito.

CONFINDUSTRIA CONTRARIA. La direttrice generale di Confindustria, Marcella Panucci, si è schierata invece contro il rinvio dell'aumento automatico dell'età pensionabile: «È apprezzabile che il governo sia riuscito finora a respingere le richieste, che avrebbero un impatto significativo sul deficit pubblico».

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