Mps
7 Novembre Nov 2017 1809 07 novembre 2017

Banche, si dimette il cda di Mps: assemblea il 18 dicembre

Il consiglio di amministrazione dell'istituto toscano ha lasciato l'incarico convocando l'assemblea ordinaria e straordinaria per il 18 dicembre quando sarà varato il nuovo board.

  • ...

Il cda di Mps si è dimesso, convocando l'assemblea ordinaria e straordinaria per il 18 dicembre, quando sarà varato il nuovo board, che rispecchierà il nuovo assetto societario, dopo la ricapitalizzazione precauzionale. Lo ha reso noto lo stesso istituto. Insieme alla «condivisione degli oneri», la ricapitalizzazione precauzionale «ha portato una significativa discontinuità negli assetti proprietari della Banca, con l'assunzione da parte del ministero dell'Economia e delle Finanze di una partecipazione di controllo nel capitale sociale della Banca e l'ingresso di nuovi soggetti all'interno della compagine azionaria». Per questo, ha spiegato la Banca, «i membri del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale hanno rassegnato le dimissioni». Fra i punti all'ordine del giorno dell'assemblea del 18 dicembre, la nomina dei componenti del nuovo Cda, la scelta del presidente e dei vicepresidenti.

PERSI 3 MILIARDI DI EURO NEL 2017. Nei primi nove mesi del 2017 il gruppo Mps ha perso 3 miliardi di euro, a fronte di una perdita di 849 milioni registrata nello stesso periodo del 2016. Il terzo trimestre si è chiuso in utile per 242 milioni, grazie all'impatto positivo del burden sharing (554 milioni) che ha neutralizzato 280 milioni di costi di ristrutturazione per l'uscita di 1.200 dipendenti e l'impatto negativo, pari a 46 milioni, per il contributo al salvataggio di delle casse di Cesena, Rimini e San Miniato.

RICAVI GIU' DEL 5,7%. Nel corso dei 9 mesi i ricavi di Mps sono scesi del 5,7% a 3.223 milioni di euro, per effetto sia del calo delle commissioni (-13,5%) che del margine di interesse (-9,5%). Dopo un calo degli oneri operativi dell'1,9%, a 1.892 milioni, il risultato operativo lordo si è così attestato a 1.330 milioni, in calo del 10,6%. A mandare in rosso per 3 miliardi i conti dell'istituto senese sono stati 4,9 miliardi di rettifiche, in gran parte legate a crediti, necessarie per allineare il valore di bilancio delle sofferenze ai prezzi ai quali verranno ceduti, nell'ambito del piano approvato dalla Bce e dall'Unione Europea. Nel terzo trimestre 2017 i ricavi, pari a 1.370 milioni, hanno registrato un aumento di 451 milioni rispetto al secondo trimestre, grazie agli effetti dell'operazione di burden sharing, con cui i bond subordinati di Mps sono stati convertiti in azioni. Nei primi nove mesi dell'anno, infatti, il risultato della negoziazione e delle attività/passività finanziarie è stato di circa 571 milioni, grazie alla spinta di 503 milioni legato proprio all'operazione di burden sharing.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso