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9 Novembre Nov 2017 1147 09 novembre 2017

Glifosato, niente accordo tra gli Stati Ue per il rinnovo

Nove Paesi hanno votato contro la proposta della Commissione, tra cui l'Italia. Quattordici a favore. Pesa l'astensione della Germania. Senza intesa, dal 16 dicembre la sostanza diventa illegale.

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Ancora una volta l'accordo non c'è. Nessuna maggioranza qualificata tra gli Stati Ue per rinnovare la licenza per la commercializzazone del glifosato all'interno dell'Unione europea. Dopo aver tentato con la proposta di rinnovo per dieci anni, ed essere stata respinta, la Commissione ha dimezzato il periodo. Ma di nuovo, all'interno del comitato che riunisce gli esperti dei diversi Paesi dell'Unione, l'intesa non è stata trovata.

ITALIA E ALTRI OTTO STATI CONTRO. Nove Stati, tra cui l'Italia, la Francia, il Belgio, il Lussemburgo, l'Austria e la Grecia, hanno votato contro. Quattordici a favore: dall'Olanda alla Spagna, passando per Gran Bretagna e Irlanda, e poi tutti i Paesi scandinavi, i membri del gruppo Visegrad e i Paesi baltici. Ma non è bastato. Hanno pesato le cinque astensioni, e in particolare quella della Germania, bloccata dai negoziati di governo in cui sono coinvolti i Verdi. Risultato: ora dovrà decidere il comitato di appello che si riunirà a fine novembre con rappresentanti di un livello politico più alto rispetto agli esperti inviati finora. I portavoce della Commissione hanno ribadito che tra i Paesi Ue che hanno votato la maggioranza c'era, una risposta che fa pensare alla volontà di superare le astensioni.

SI AVVICINA LA SCADENZA. Intanto il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che prevede l'estensione della licenza per tre anni, in vista, però, dell'uscita del principio attivo dal mercato dell'Unione. Tra scandali come i Monsanto Paper e le critiche piovute sulle agenzie europee, il dossier è diventato il centro di un conflitto politico allargato. E per la Commissione europea, dopo una serie di fallimenti, è diventato sempre più complicato gestirlo. Se i i cinque astenuti continuassero sulla loro strada, l'esecutivo dovrebbe assecondare i Paesi che chiedono un rinnovo di pochi anni, che dalla loro parte hanno un'arma in più. Se l'intesa non si trova, infatti, dal 16 dicembre il principio attivo sarà ufficialmente illegale.

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