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9 Novembre Nov 2017 1419 09 novembre 2017

Pensioni, il governo propone un nuovo meccanismo di calcolo dell'età

Nel sistema illustrato ai sindacati si prende in considerazione la media di un biennio, confrontata con quello precedente. Il meccanismo considererebbe anche gli eventuali cali della speranza di vita.

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Un nuovo meccanismo di calcolo dell'aspettativa di vita, a cui agganciare l'età di pensione, a partire dal 2012, che consideri la media di un biennio, confrontata con il biennio precedente, da cui ricavare lo scostamento. Un meccanismo che considererebbe anche gli eventuali cali della speranza di vita. È la proposta del governo ai sindacati, come riferito al termine del tavolo tecnico a Palazzo Chigi.

CONFRONTO TRA LE MEDIE DEI BIENNI. Se dal confronto dovesse emergere un calo della speranza di vita, questo - a differenza dell'incremento - verrebbe assorbito nel biennio successivo a quello in considerazione, che a quel punto resterebbe fermo, senza cioè che scatti l'aumento dell'età. In pratica, dal 2021 l'aspettativa di vita verrebbe calcolata considerando la media del biennio 2018-2019 confrontata con la media del biennio precedente; l'eventuale aumento sarebbe portato sul biennio 2021-2022.

ADEGUAMENTO OGNI DUE ANNI. Nel caso invece di 'risultato' negativo, questo sarebbe 'scalato' nella verifica per il biennio successivo (2023-2024). Dunque, anche in caso di riduzione dell'aspettativa di vita non ci sarebbe mai un calo dell'età pensionabile, ma solo uno stop. L'adeguamento dell'età di pensionamento alla speranza di vita continuerebbe a scattare ogni due anni. I sindacati hanno considerato questa proposta «un'apertura» da parte del governo, anche se hanno rilanciato chiedendo un'ulteriore ampliamento del periodo su cui calcolare la media.

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