Fmi: alza pil Italia, +1,3% in 2017
Stime 13 Novembre Nov 2017 1043 13 novembre 2017

Il Fmi conferma la ripresa dell'Italia: il Pil cresce del 1,5% nel 2017

Il Fondo ha confermato l'accelerazione in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona. Me nei prossimi anni la crescita rallenterà: +1,1% nel 2018 e +0,9% nel 2019.

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Il Fmi ha confermato la ripresa dell'Italia nel 2017 al +1,5%. Nel Regional Economic Outlook per l'Europa, il Fondo conferma l'accelerazione in un contesto di crescita rafforzata in Europa e nell'Eurozona. Il pil italiano crescerà dell'1,1% nel 2018 e dello 0,9% nel 2019. Ribadite anche le stime per la disoccupazione, che calerà all'11,4% nel 2017. Il debito quest'anno è atteso al 133%, per scendere al 131,4% nel 2018 e al 128,8% nel 2019. Il deficit è stimato al 2,2% nel 2017, per scendere all'1,3% nel 2018 e allo 0,3% nel 2019.

FMI: «ITALIA USI RIPRESA UE PER RIDURRE IL DEBITO». La ripresa economica europea accelera e le economie avanzate del Vecchio Continente con un elevato debito pubblico dovrebbero approfittare di questo momento positivo per ridurlo senza mettere a rischio la crescita. Si legge ancora nel Regional Economic Outlook per l'Europa, citando i casi di Belgio, Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Il Fmi ha ribadito anche le stime presentate nel World Economic Outlook di ottobre sul debito italiano, stimato quest'anno al 133% del pil.

«INCORAGGIANTE LA VENDITA DI NPL». «In Italia la recente accelerazione delle vendite di non performing loan è incoraggiante» (leggi anche: Npl, il parlamento Ue con l'Italia all'attacco della Bce: «Ha violato il suo mandato»). Ha detto ancora il Fmi. I prestiti deteriorati di Eurolandia sono calati di 160 miliardi di euro dal picco del 2014, ma «lo stock resta elevato a poco meno di 1.000 miliardi di euro». L'Unione Europea «deve essere rafforzata, soprattutto la resistenza dell'area euro agli shock» e l'unione bancaria va completata, così come vanno risolti i problemi delle banche.

«CRESCITA UE AIUTA LA CRESCITA GLOBALE». La ripresa economica dell'Ue si sta rafforzando e ampliando, contribuendo in modo significativo alla crescita globale. «I rischi sono più bilanciati ma continuano a essere al ribasso nel medio termine». Ha detto il Fmi nel Regional Economic Outlook per l'Europa, invitando gli stati membri ad approfittare della ripresa per ricostruire cuscinetti fiscali e rafforzare la capacità dell'economia di assorbire eventuali shock. L'attuazione delle riforme strutturali, ha messo in evidenza il Fondo, è un elemento centrale per rafforzare l'economia aumentandone la produttività, rendendo piu' competitivo il mercato dei prodotti e migliorando quello del lavoro e dell'istruzione. Nel rapporto si legge che per l'Europa, che sperimenterà una crescita del 2,4% nel 2017, in rialzo rispetto al +1,7% del 2016, per poi rallentare al +2,1%.

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