Europa Est Crescita
18 Novembre Nov 2017 1800 18 novembre 2017

Est Europa, perché il 2017 è un anno dai conti d'oro

Rivista al rialzo la ripresa dell’area. La Polonia galoppa del 4,1%, Romania a +5,3%. Prospettive migliorate anche per l’Ungheria. E la Grecia torna a correre. Decisivo l'aumento dei salari. L'analisi di pagina99.

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Il 2017 è stato un anno d’oro per l’economia dell’Europa dell’Est, Sud-orientale e dei Paesi baltici. La banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha rivisto al rialzo i tassi di crescita dell’area, alcuni dei quali, come nel caso della Romania, hanno raggiunto i livelli più alti dall’inizio della crisi finanziaria.

ESAME ECONOMICO SU 18 STATI. Il campione preso in esame riguarda 18 Stati di cui sette fanno parte dell’eurozona. La Polonia, per esempio, cresce del 4,1%, quasi un punto in più rispetto alle previsioni di maggio 2017 che si attestavano sul +3,2%; la Romania del 5,3%, la stima precedente era del 4%. Le prospettive economiche di breve termine sono migliorate anche per l’Ungheria, in conseguenza del taglio delle tasse sulle imprese e dell’aumento dei salari, spiega l’organizzazione.

La crescita media nell’Europa Sud-orientale può raggiungere il 3,6% nel 2017 e attestarsi sul 3,3% nel 2018.

«Ci aspettiamo che anche la crescita media nell’Europa Sud-orientale subirà un’accelerazione, raggiungendo il 3,6% nel 2017 prima di attestarsi su un 3,3% nel 2018». E pure «l’economia greca è tornata a correre nella prima metà dell’anno grazie ai progressi nelle riforme e a un aumento della fiducia», si legge nel report di inizio novembre.

SOFFERTA LA CRISI DEI DEBITI SOVRANI. Il boom economico dell’Est non era scontato. Dopo il crollo di Wall Street, i Paesi dell’Europa orientale avevano sofferto la crisi dei debiti sovrani e le difficoltà bancarie dell’eurozona, mentre negli ultimi anni la crescita dei salari che ci si aspettava li portasse a livelli sempre più vicini a quelli dell’Europa occidentale si era arrestata.

La regione non ha perso lavori a medio reddito in favore di Paesi che hanno salari più bassi, al contrario di quanto accaduto negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale

Sergei Guriev, capo economista Bers

Ma la ripresa ora c’è, è solida e a sorpresa è stata determinata anche da un aumento delle paghe. Sergei Guriev, capo economista della Bers, ha spiegato al Wall Street Journal che «la regione non ha perso lavori a medio reddito in favore di Paesi che hanno salari più bassi, al contrario di quanto accaduto negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale».

MA I LAVORATORI QUALIFICATI SE NE VANNO. Anzi, in diversi casi i salari sono aumentati. Ma un problema c’è e riguarda i lavoratori giovani più qualificati che negli ultimi anni in percentuali crescenti hanno lasciato l’Est per trasferirsi in Germania o nel Regno Unito dove le paghe sono migliori. E «questo potrebbe mettere a rischio la crescita», avverte Guriev.

Questo articolo è tratto dal nuovo numero di pagina99, "piccoli eserciti crescono", in edizione digitale dal 17 al 23 novembre 2017.

La copertina di questa settimana racconta gli equilibri militari globali nell'era Trump. Ma ha anche qualcos'altro di...

Geplaatst door Pagina99 op vrijdag 17 november 2017
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