Gentilkoni
18 Novembre Nov 2017 1140 18 novembre 2017

Pensioni, le novità proposte dal governo

Il governo offre lo stop all'aumento dell'età per 15 lavori gravosi anche per l'assegno di anzianità. E un fondo per l'Ape social. La Cisl ci sta. La Cgil prepara la piazza. E la Uil strappa un nuovo incontro il 21 novembre.

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Il governo rilancia sul fronte pensioni e cerca l'intesa con tutti i sindacati. Il premier Paolo Gentiloni ha messo sul tavolo altre due proposte per arricchire il pacchetto: lo stop dello scatto di cinque mesi per le 15 categorie di lavori gravosi anche per le pensioni di anzianità, non solo per quelle di vecchiaia, e l'istituzione di un fondo in cui far confluire i risparmi di spesa con l'obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell'Ape social (leggi anche: Pensioni, le categorie che potrebbero evitare l'aumento dell'età).

SINDACATI DIVISI. Ci sarà un nuovo incontro, martedì 21 novembre a Palazzo Chigi. Ma i sindacati sono divisi: per la Cisl il giudizio è «positivo», per la Cgil «di grande insufficienza», mentre per la Uil servono correzioni e chiarimenti. Aggiustamenti sono ancora possibili e non si escludono novità dell'ultimo minuto, anche se non sembrano esserci margini per grandi cambiamenti. È un pacchetto «molto rilevante», con «una serie di interventi mirati», ha sottolineato Gentiloni. Uno «sforzo significativo», ha detto rivolgendosi ai sindacati e chiedendo il loro sostegno, perché «è giusto che vengano attenuati alcuni effetti» della legge Fornero «nell'applicazione e nel metodo di calcolo dell'aspettativa di vita».

PADOAN E POLETTI RAMMARICATI. Una foto ha immortalato il premier a colloquio con i tre leader sindacali anche nel cortile di Palazzo Chigi. Ma non è bastato. Il governo, ha constatato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan al termine dell'incontro, «raccoglie con rammarico il fatto che i sindacati hanno opinioni diverse sulla bontà delle proposte». Proposte che sono «coerenti con l'impegno» già assunto nei confronti di Cgil, Cisl e Uil, ha rivendicato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

LA CGIL PREPARA LA PIAZZA. La Cgil, tuttavia, ha bocciato il pacchetto e prepara la piazza. «La valutazione di grande insufficienza che avevamo anticipato viene confermata», ha detto Susanna Camusso, sostenendo che «il quadro non risponde alle richieste e agli impegni assunti dal governo». A questa «indisponibilità ad affrontare le ingiustizie del sistema e l'assenza di prospettive per i giovani», avverte, si risponderà con «le mobilitazioni che la mia organizzazione nelle prossime ore deciderà». La decisione sarà modulata in base all'andamento della trattativa e del dibattito parlamentare. Tra le date possibili c'è quella di sabato 2 dicembre. Altrimenti si andrebbe a dopo l'Immacolata. La manovra comunque andrà chiusa, nella sostanza, entro metà dicembre. In quella sede potrà essere inserito il pacchetto pensioni (o parte di esso), risultato dell'eventuale accordo.

CISL SODDISFATTA DALLE PROPOSTE DEL GOVERNO. Di segno opposto l'opinione della Cisl: «I due nuovi aspetti» proposti da Gentiloni, ha detto la segretaria generale Annamaria Furlan, «sono per noi assolutamente importanti e di non poco conto, coerenti con l'impostazione e il metodo che ci eravamo dati nella prima parte dell'accordo sulla previdenza». Certo, «ci sono ancora alcune cose che vanno chiarite meglio e corrette, ma per la Cisl è doveroso cercare di portare a casa nella legge di Stabilità risultati solidi».

LA UIL CHIEDE UN APPROFONDIMENTO. Per la Uil «alcuni aspetti sono positivi, altri meno, altri ancora sono da approfondire», ha detto il numero uno Carmelo Barbagallo, chiedendo al governo «alcune correzioni al testo» e alcuni chiarimenti sulle risorse disponibili. Risposte che saranno al centro del nuovo appuntamento del 21 novembre. «Bisogna sempre sfruttare tutto il tempo a disposizione. Chissà che martedì non possa esserci qualche altra ipotesi», è l'auspicio di Barbagallo. Ma restano i vincoli di bilancio e il principio dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, da certificare con un decreto entro la fine del 2017.

I punti principali del pacchetto pensioni

Il governo ha proposto di bloccare l'aumento di cinque mesi anche alle pensioni di anzianità, e non solo a quelle di vecchiaia, per le 15 categorie di lavori gravosi individuate assieme ai sindacati. I requisiti per l'uscita anticipata resterebbero fermi a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne (invece di salire, dal 2019, rispettivamente a 43 anni e tre mesi e 42 anni e tre mesi).

IL FONDO PER L'APE SOCIAL. Altra proposta, l'istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l'obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell'Ape social, la cui sperimentazione scade nel 2018. Ad oggi, l'anticipo pensionistico, a carico dello Stato, prevede l'uscita a 63 anni, con un sconto di 3 anni e 7 mesi rispetto all'età di vecchiaia. È rivolto a 11 lavori gravosi (ma potrebbero diventare 15) e anche a disoccupati senza assegno da almeno tre mesi, a chi assiste familiari con handicap grave, agli invalidi al 74%.

STOP QUOTA 67, DALLE MAESTRE AI MACCHINISTI. Oltre alle 11 categorie di lavori gravosi già individuate dalla stessa Ape social, il governo già nei precedenti incontri ha aggiunto quattro new entry: operai e braccianti agricoli; marittimi; addetti alla pesca; siderurgici di seconda fusione e lavoratori del vetro. Le 11 categorie già previste sono: addetti alla concia di pelli; addetti ai servizi di pulizia; magazzinieri e facchini; camionisti; macchinisti e personale viaggiante; gruisti; infermieri e ostetriche turnisti; maestre d'asilo; operai edili; operatori ecologici. Per l'esenzione è necessario aver svolto attività gravose da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento e avere un'anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni.

NUOVO CALCOLO DELL'ASPETTATIVA DI VITA. Il governo punta a una revisione strutturale, per tutti, del meccanismo di calcolo della speranza di vita a cui si adegua l'età pensionabile: dal 2021 si potrebbe considerare non solo la media del biennio confrontato con il precedente (e non più lo scarto secco tra un anno e un altro), ma anche fissare un limite massimo di tre mesi per ogni futuro rialzo. Se si dovesse registrare un incremento superiore, sarebbe riassorbito nell'adeguamento successivo. Si terrebbe conto anche dell'eventuale riduzione della speranza di vita relativa al biennio, che andrebbe però scalata dall'adeguamento successivo. Obiettivo: garantire un andamento più lineare.

COMMISSIONE AD HOC, RISULTATI ENTRO SETTEMBRE. Si guarda a una Commissione tecnica di studio (composta da Mef, ministeri Lavoro e Salute, Istat, Inps e Inail) per una rilevazione su base scientifica della gravosità delle occupazioni, in base ai diversi lavori, anche in relazione all'età anagrafica dei lavoratori. Si prevede che concluda i lavori entro il 30 settembre 2018 e che entro i 10 giorni successivi il governo presenti al parlamento una relazione sugli esiti.

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