CAMUSSO
21 Novembre Nov 2017 1219 21 novembre 2017

Pensioni, Cgil ancora contro il governo

Il secondo tavolo con l'esecutivo non ricompatta i sindacati. Camusso conferma la bocciatura del pacchetto. Giudizi positivi di Cisl e Uil. Le misure saranno inserite in un emendamento alla legge di Bilancio.

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La nuova proposta del governo sulle pensioni non ha ricompattato i sindacati: le posizioni non sono cambiate rispetto all'incontro di sabato 18 novembre. Mentre la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso ha confermato il giudizio di «grande insufficienza» sul pacchetto e ha indetto una prima mobilitazione del sindacato per il 2 dicembre, Cisl e Uil hanno espresso un parere positivo. Secondo la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan «per la prima volta il concetto che i lavori sono tutti uguali, alla base della legge Fornero, è stato derubricato nel nostro Paese». Sulla stessa linea il leader Uil Carmelo Barbagallo. «Se partiamo dalla valutazione che le risorse sono scarse», ha spiegato, «abbiamo fatto il massimo possibile con le condizioni economiche date. Abbiamo aperto una breccia sulla rigidità della legge Fornero ottenendo il riconoscimento che i lavori sono diversi».

CAMUSSO: «SI POTEVA FARE DI PIÙ». «I lavoratori non penso saranno contenti», ha poi continuato Camusso. «La quantificazione» delle proposte «continua a non esserci: a noi le cifre paiono molto diverse da quelle che dice il governo», ossia 300 milioni circa. «Parliamo di risorse già stanziate, non aggiuntive. Per noi si tratta di una cifra intorno ai 63 milion». Secondo la sindacalista «qualcosa in più si poteva fare. C'è stata una scelta di non intervenire in modo strutturale».

MISURE PRESENTATE CON LA LEGGE DI BILANCIO. Nonostante non si sia arrivati a un accordo, «il governo presenterà le misure sulla previdenza contenute nel documento presentato ai sindacati come emendamento alla legge di Bilancio», ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolineando come le posizioni sul documento siano «articolate». «Avremmo preferito», ha aggiunto riferendosi alle misure proposte, «che fossero sostenute in modo analogo da tutti i sindacati».

Da sinistra Susanna Camusso, Carmelo Barbagallo e Annamaria Furlan.

La nuova proposta inserisce nelle 15 categorie di lavori gravosi da esentare dall'aumento dei requisiti per la pensione, che scatteranno dal 2019, anche i siderurgici di prima fusione oltre quelli «di seconda fusione e del vetro addetti ai lavori ad alte temperature non già ricompresi tra gli usuranti». In particolare l'esecutivo concorda sulla necessità di «dare priorità alla discussione» sulla «sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani al fine di assicurare l'adeguatezza delle pensioni medio-basse nel regime contributivo con riferimento sia alla pensione anticipata che alla vecchiaia». Nel documento presentato ai sindacati si spiega inoltre tra i temi a cui dare priorità c'è anche quello dello sviluppo della previdenza complementare.

ALLARGAMENTO APE SOCIAL ALLE DONNE. Il governo si è impegnato ad allargare i requisiti per l'accesso all'Ape social delle donne, oltre quindi alla riduzione dei contributi necessari di sei mesi per ogni figlio fino a un massimo di due anni. Nel documento si parla di «allargamento dei requisiti di accesso alle prestazioni per le lavoratrici con figli al fine di avviare il processo di superamento delle disparità di genere e dare primo riconoscimento al valore sociale del lavoro di cura e di maternità svolto dalle donne».

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