Padoan, parole Katainen intollerabili
22 Novembre Nov 2017 1109 22 novembre 2017

Ue: Italia a rischio debito ma l'esame è rinviato in primavera

La nostra legge di bilancio rischia di non centrare gli obiettivi di riduzione. Per la Commissione l'indebitamento è preoccupante. Ma l'esame è rinviato a maggio 2018. E la palla passa al prossimo governo. 

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All'ultimo Eurogruppo il messaggio era stato lanciato. Felicitandosi che per la prima volta dall'inizio della crisi, nessun Paese europeo avrebbe sforato il tetto del 3% del deficit, il presidente finlandese Jeroen Djsselbloem aveva dichiarato: «Ora potremo concentrarci sul debito». Adesso, dopo una prima valutazione delle leggi di bilancio, la Commissione Ue non solo mette in dubbio che la manovra italiana possa raggiungere gli obiettivi di rientro del deficit, ma specifica che l'indebitamento italiano è persistente e motivo di preoccupazione. In ogni caso l'esame sarà rinviato alla «prossima primavera». E quindi il problema sarà del prossimo governo.

IL RICHIAMO A ITALIA E BELGIO. Cinque Paesi, secondo le analisi delle diverse leggi di bilancio realizzate dalla Commissione, rischiano di discostarsi dai requisiti previsti per il 2018 dal Patto di stabilità e crescita. Sono Belgio, Italia, Austria, Portogallo e Slovenia. E questo era già stato in parte annunciato. Per la Commissione Italia e Belgio mancheranno anche l'obiettivo di riduzione del debito considerando le proiezioni per gli anni futuri. Nel caso dell'Italia, si legge nei documenti dell'esecutivo europeo, il persistente alto indebitamento è motivo di preoccupazione.

LA PREOCCUPAZIONE SULLE PENSIONI. A maggior ragione viste le decisioni sulle pensioni che vengono prese a Roma. «Nel 2017», ha spiegato il vicepresidente Valdis Dombrovskis «abbiamo visto alcune misure che vanno ad aumentare la spesa pensionistica nel medio termine e ora c'è l'idea di estenderle». «La spesa per le pensioni», ha ricordato Dombrovskis, «ha un impatto sulla sostenibilità delle finanze pubbliche». Il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha però sottolineato che il clima è di collaborazione: «Partiamo dai fatti e chiediamo delle spiegazioni, ma con la stessa idea ostinata di trovare soluzioni».

ESAME RINVIATO A PRIMAVERA. Alla fine sembra che colombe e falchi abbiano trovato un compromesso. Il richiamo sul rosso dei nostri conti pubblici si fa più pesante, ma l'esame finale è stato rinviato a maggio. In una lettera alle autorità italiane, Dombrovskis e Moscovici hanno infatti informato Roma che il nodo sarà riaffrontato la prossima primavera. Allora Bruxelles avrà in mano i dati statistici sul 2017 e la versione definitiva della legge di bilancio approvata dal nostro parlamento. Tecnicamente il debito è sempre stato preso in considerazione, ma molto dipenderà dal peso politico che si darà al dossier. E attualmente sembra che la volontà sia quella di aumentare il pressing.

GIUDIZIO NEGATIVO ANCHE PER PARIGI. L'Italia però non è l'unica però a dover aggiustare i conti. Anche la Francia ha incassato un giudizio negativo. Parigi del resto si trova ancora nel braccio correttivo della sorveglianza economica destinata a deviare sia dagli obiettivi di riduzione del deficit che del debito. La legge di bilancio spagnola, invece, è in linea con i parametri di Maastricht sul deficit, ma al di sotto del target concordato. In ogni caso la Commissione europea ha deciso di portare avanti una revisione dei conti pubblici di 12 Paesi che all'ultimo esame presentavano squilibri economici significativi: tra loro Germania, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Irlanda, Portogallo, Svezia, Bulgaria, Croazia e Cipro. L'esito dell'analisi sarà presentato agli inizi del 2018.

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