Mps

Crisi delle banche

Bpvi Volantini 160305144928
24 Novembre Nov 2017 0928 24 novembre 2017

Le liste dei debitori delle banche, manuale sul capitalismo di relazione

A farla franca sono i soliti noti che hanno preso i soldi e sono scappati. A rimetterci, anonimi azionisti e obbligazionisti, non i responsabili del disastro.

  • ...

Quello delle due popolari venete salvate con denari pubblici è una vicenda che la politica non dovrebbe prendere sottogamba. Tra oggi (Veneto Banca) e i giorni scorsi (Popolare di Vicenza) i giornali hanno pubblicato la lista dei grandi debitori, ovvero coloro che hanno preso soldi a prestito (ma meglio sarebbe dire sono stati concessi) e che non li hanno più restituiti. Tecnicamente, l’acronimo è diventato oramai termine di uso comune, sono i famosi (o famigerati) Npl.

QUEI FAVORI AGLI AMICI. Ebbene, scorrere l’elenco dei nomi è uno spaccato di cosa sia il capitalismo di relazione più utile di cento saggi in materia. Società e persone venivano affidate in quanto amici di questo o di quel consigliere, la cui disponibilità immaginiamo veniva adeguatamente ricompensata. Non pensate solo con denaro, ma anche con scambi di favori, consulenze, assunzioni di amici e parenti, e via cantando.

La Popolare di Vicenza in questo eccelleva: il suo presidente padrone Zonin era un formidabile costruttore di network di potere, qualcuno più sinistramente le chiama cupole, che gli consentivano di tessere indisturbato la sua tela. Ciò avveniva con quello che in questi casi è un sistema classico: fatti amico il tuo potenziale avversario portandotelo in casa. Questo spiega perché nei cda della banca e delle sue controllate sedessero ex funzionari di Bankitaklia ed ex magistrati. Insomma, la guardia che veniva trasformata in ladro, evitando così spiacevoli interferenze da chi in origine avrebbe dovuto fare il controllore. Clamorosa la vicenda del gip del Tribunale di Vicenza Cecilia Carreri, che essendosi inopinatamente rifiutata di archiviare in epoca ancora non sospetta le accuse che già adombravano le pratiche sospette di Zonin, complice la sua passione per l’alpinismo (sic) fu spedita a Cortina.

NESSUNA CONSEGUENZA PER I RESPONSABILI DEL DISASTRO. Leggendo le liste dei debitori, viene ovviamente fuori che a farla franca sono i soliti noti che hanno preso i soldi e sono scappati. A rimetterci, ma qui la lista sarebbe sterminata, anonimi azionisti e obbligazionisti che nella certezza dell’inaffondabilità della banca vi avevano investito i propri risparmi. Qualcuno di fronte alla morale della favola storce in naso e parla di populismo, che pare essere la versione becera del qualunquismo. Ma è semplicemente un furto con scasso cui i contribuenti italiani, e non i responsabili, sono stati chiamati di tasca loro a rimediare. Ecco che se poi uno vota Salvini o i 5 stelle, non occorre farsi domande o cercare spiegazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso