Manovra: ok bipartisan a web tax
CORSA A OSTACOLI
25 Novembre Nov 2017 2127 25 novembre 2017

Manovra, la web tax slitta al 2019 e le coperture diminuiscono

Niente da fare per il gettito atteso dai parlamentari per introdurre nuove modifiche. Si complica il cammino in Senato della legge di Bilancio.

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La web tax slitta al 2019. E porta con sé il "tesoretto" di gettito atteso dai parlamentari per introdurre nella legge di Bilancio nuove modifiche bisognose di coperture. L'emendamento di Massimo Mucchetti che introduce l'imposta del 6% sui ricavi digitali è arrivato alla sua terza versione, rivista e corretta e se il 26 novembre, corredato di apposita relazione tecnica, dovesse essere votato così come riformulato, il cammino della manovra al Senato si complicherebbe ulteriormente.

QUANTI PROGETTI IN FUMO. Molti nodi su cui si giocano importanti partite politiche, a partire dal superticket, sono state di fatto già rinviate alla Camera proprio per l'attuale mancanza di risorse. La scomparsa del gettito atteso l'anno prossimo dalla web tax (tra i 100 e i 200 milioni secondo le stime) manderebbe in fumo anche altri progetti, come ad esempio l'innalzamento della soglia di reddito entro la quale i figli sono considerati a carico della famiglia, la proroga del bonus mobili alle giovani coppie, o l'estensione, per quanto parziale, della cedolare secca agli affitti commerciali.

«PIÙ TEMPO PER LA MESSA A PUNTO». La norma sulla web tax, ha spiegato Mucchetti, è stata revisionata per estenderne lo spettro, ma proprio per questo, «perché funzioni e non debba essere modificata dopo pochi mesi», necessiterà di più tempo per essere messa a punto nel dettaglio. La riformulazione estende potenzialmente l'imposta a tutti i tipi di attività, business to business e business to consumer, ma spetterà al ministero dell'economia, con apposito decreto da emanare entro il 30 aprile 2018, definire nello specifico «le prestazioni di servizi» a cui applicare l'aliquota del 6%.

OK AL FONDO PER GLI ORFANI DI FEMMINICIDIO. Il precedente testo «era organizzato solo per il b2b perché le imprese erano chiamate a fare i sostituti d'imposta, funzione che non era attribuibile ai consumatori», ha spiegato. Aver superato questo scoglio, attribuendo ora alle banche il ruolo di sostituti, permette di allargare anche al business to consumer, un universo molto più complesso e sfaccettato, comprensivo dell'e-commerce, in cui non è semplice distinguere la vendita di un servizio da quella di una merce. Nella giornata contro la violenza sulle donne, il Senato ha intanto voluto dare un segnale approvando all'unanimità in Commissione il finanziamento del fondo per gli orfani di femminicidio, con una dotazione di due milioni e mezzo l'anno per il triennio 2018-2020. Una comunione di intenti che si è infranta però sull'emendamento di Ala, riammesso tra i votabili, che, attacca il Movimento 5 stelle, estende agli immobili non residenziali il maxi-condono edilizio varato da Berlusconi nel 1994. Per i Cinque stelle si tratta della «testimonianza del potere che un partito minuscolo è riuscito a ritagliarsi sulle ceneri del Pd». Ma anche per Mdp è «il prezzo da pagare per accontentare la nuova maggioranza. Ci auguriamo» - affermano i senatori ex dem - «che il Pd non voglia cedere a questo ricatto».

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