Unicredit,nuova governance, via tetto 5%
4 Dicembre Dic 2017 2035 04 dicembre 2017

Unicredit cambia governance: più potere ai manager

La nuova banca passa attraverso un board che potrà presentare una propria lista di candidati. Tra le novità più importanti il taglio del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto.

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Unicredit cambia pelle e chiude un'epoca. Milano diventa la sede dell'istituto e proprio nel capoluogo lombardo si è svolta un'assemblea che il presidente Giuseppe Vita ha definito «storica». La prossima tappa è il Capital Markets Day, in programma tra una settimana a Londra. Come da attese e senza grandi sussulti, i soci hanno dato via libera al rafforzamento della governance, conferendo più poteri ai manager e allineando così l'istituto, guidato da Jean Pierre Mustier, alle migliori pratiche nazionali e internazionali.

VIA IL LIMITE DEL 5% ALL'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VOTO. La nuova Unicredit passa, dunque, attraverso un board che, dalla prossima assemblea fissata in primavera, potrà presentare una propria lista di candidati. Con le modifiche allo statuto, inoltre, la minoranza avrà più spazio e potrà esprimere due consiglieri. Tra le novità più importanti il taglio del limite del 5% all'esercizio del diritto di voto, un vecchio retaggio che derivava dalla privatizzazione del Credito Italiano. «Siamo tutti consapevoli», ha commentato al termine dell'assemblea il presidente designato Fabrizio Saccomanni, «che una buona governance costituisce un elemento chiave che viene adeguatamente valutato sia dagli investitori, sia dalle autorità di supervisione».

MEDIOBANCA PER ORA NON SARÀ CEDUTA. Un secondo via libera è arrivato poi sul trasferimento della sede sociale da Roma a Milano, dove il gruppo ha stabilito già da tempo la propria direzione generale. Le domande dei piccoli azionisti hanno anche offerto l'occasione per fare il punto su Mediobanca (Unicredit ne controlla circa l'8,5%), di cui «ad oggi non è prevista la cessione nel breve termine», ha assicurato il dg, Gianni Franco Papa. «Tuttavia come tutte le attività del gruppo», ha sottolineato, «è soggetta ad attenta disciplinata gestione e ogni opportunità di generazione di valore viene valutata di continuo».

IL M5S POLEMICO SU SACCOMANNI. Spazio anche sull'ingresso di Fabrizio Saccomanni, presidente designato per il prossimo board, che il deputato del Movimento 5 stelle Carlo Sibilia ha definito «il totem della porta girevole», visto che «è stato alla Banca d'Italia, è stato ministro e ora viene in Unicredit». E non è mancata una coda velenosa con il presidente di Cariverona, Alessandro Mazzucco, che alla fine dell'assemblea ordinaria chiamata a votare l'integrazione del collegio sindacale ha dissentito contro l'atteggiamento dei piccoli azionisti. I quali, con «accuse fuori luogo», si sono rivolti all'ad parlando di conquista francese della banca.

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