Ilva: verso ingresso Cdp in AmInvestco
30 Dicembre Dic 2017 1635 30 dicembre 2017

Ilva, Regione e Comune dettano le condizioni per ritirare il ricorso

Proposta una modifica del decreto contenente il Piano ambientale. Altrimenti, dicono Emiliano e Melucci «la sospensiva potrà essere reiterata».

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Un «atto giuridicamente rilevante che modifichi il decreto che contiene il Piano ambientale Ilva nella direzione richiesta da Regione Puglia e Comune di Taranto»: è quanto proporranno il governatore Michele Emiliano e il sindaco Rindalo Melucci sulla base «della disponibilità del Mise» a elaborare un documento in questa direzione. Ma fino alla stipula di questa intesa, il ricorso al Tar «non verrà ritirato». E la richiesta di sospensiva revocata, ha detto Emiliano, «potrà essere reiterata, se si blocca la trattativa».

«ASPETTIAMO LA CHIAMATA DI GENTILONI». Emiliano e Melucci lo hanno annunciato a Bari, dopo una riunione con i rispettivi staff tecnici che si è tenuta nella sede della Regione. «Ora» - ha spiegato Emiliano - «aspettiamo la convocazione dal presidente del Consiglio Gentiloni, perché io e il sindaco di Taranto gli andremo a consegnare le ipotesi su cui intendiamo lavorare, e chiediamo al presidente del Consiglio che dia personalmente gli indirizzi di lavoro ai vari uffici tecnici», perché la sua «terzietà è l'unica garanzia della buona prosecuzione del lavoro».

«SERVE ATTO GIURIDICAMENTE RILEVANTE». Emiliano ha aggiunto che nel Dpcm «ci sono moltissimi vizi», e «ci stavano chiedendo di revocare gli atti di impugnativa per evitare che questa illegittimità fosse dichiarata dal Tar». «Noi» - ha precisato - «pensiamo invece che questi profili di illegittimità possano essere corretti con un atto giuridicamente rilevante che vincoli governo, Regione, Comune, l'acquirente e i sindacati all'accoglimento, in tutto o in parte, delle osservazioni avanzate da Regione e Comune». Quanto a una possibile richiesta di accelerare gli interventi di ambientalizzazione, Melucci ha detto che «dalle analisi dei nostri tecnici, dopo il tavolo istituzionale romano, siamo saliti a una quota di migliorie tecnologiche e di tempistica proposte dalla comunità locale, pari quasi al 20% delle potenzialità dell'Aia». «Se alziamo un po' quella asticella» - ha concluso - «è più facile per tutti che si chiuda in fretta».

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