Aumento Iva Spesa Famiglie
2 Gennaio Gen 2018 0800 02 gennaio 2018

Iva, le continue modifiche alla clausola di salvaguardia

Il governo la propone dal 2014, a copertura di possibili futuri sbilanci delle casse nazionali. Ma ogni anno, invece che cancellarla, la si cambia. E se il Pil non crescerà in modo consistente, prima o poi andrà applicata.

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È dal 2014 che il governo italiano propone la clausola di salvaguardia per l’Iva, a copertura di possibili futuri sbilanci delle casse nazionali. Solo che di anno in anno le cose cambiano, e invece di vedere la cancellazione definitiva di questa clausola, che di fatto sposta i problemi in avanti, assistiamo alle sue continue modifiche. Ecco una tabella semplificativa delle previsioni di questa clausola.

Disposizione

Dal

Aliquota 10%

Aliquota 22%

1)

Legge 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1 c. 7 18

01/01/2016

12%

24%

01/01/2017

13%

25%

01/01/2018

-

25,5%

2)

Legge 28 dicembre 2015 n.208, art. 1 c. 6

01/01/2017

13%

24%

01/01/2018

25%

3)

Legge 1 dicembre 2016 n. 232, art. 1 c.631

1/01/2018

13%

25%

01/01/2019

-

25,9%

4)

D.L. 24/4/2017 n. 50 art. 9 c.1 convertito in legge 21/06/2017 n. 96

01/01/2018

11,5%

25%

01/01/2019

12%

25,4%

01/01/2020

13%

24,9%

01/01/2021

-

25%

5)

D.L. 16 del 2017 n. 148 art. 5 c.1

01/01/2018

11,14%

25%

01/01/2019

12%

25,4%

01/01/2020

13%

24,9%

01/01/2021

-

25%

6)

Legge di bilancio 2018

01/01/2019

11,5%

24,2%

01/01/2020

13%

24,9%

01/01/2021

-

25%

Come si ha modo di vedere, ogni provvedimento normativo ha cambiato non solo la decorrenza, ma anche le stesse percentuali. Per quella del 10%, si pensa di arrivare comunque a un 13%; per quella del 22%, a un 25%. E questo con modularità diversificate. In buona sostanza, alla fine un aumento del 3% per le due aliquote Iva, oggi applicate al 10% e al 22%. In ogni caso pare strano questo diverso andamento, nelle previsioni fatte di anno in anno. Pare difficile trovare una logica, all’origine delle diversificazioni e degli aggiustamenti.

Ricordiamo la serie storica delle aliquote ordinarie, in Italia.

  • 01/01/1973 12%
  • 08/02/1977 14%
  • 03/07/1980 15%
  • 01/11/1980 14%
  • 01/01/1981 15%
  • 05/08/1982 18%
  • 01/08/1988 19%
  • 01/10/1997 20%
  • 17/09/2011 21%
  • 01/01/2013 22%

In oltre40 anni, quasi il doppio. Queste invece le aliquote in Union europea: le più alte in Ungheria, 27%; la più bassa in Lussemburgo, 17%.

Stato membro

Codice nazione

Aliquota Super ridotta

Aliquota ridotta

Aliquota standard

Austria

AT

10%

20%

Belgio

BE

6% - 12%

21%

Bulgaria

BG

9%

20%

Cipro

CY

5% - 9%

19%

Croazia

HR

5%

10%

25%

Danimarca

DK

25%

Estonia

EE

9%

20%

Finlandia

FI

10% - 14%

24%

Francia

FR

2,1%

5,5% - 7%

20%

Germania

DE

7%

19%

Grecia

EL

6,5% - 13%

23%

Irlanda

IE

4,8%

9%

23%

Italia

IT

4%

10%

22%

Lettonia

LV

12%

21%

Lituania

LT

5% - 9%

21%

Lussemburgo

LU

3%

8% - 14%

17%

Malta

MT

5% - 7%

18%

Olanda

NL

6%

21%

Polonia

PL

5% - 8%

23%

Portogallo

PT

6% - 13%

23%

Regno Unito

UK

5%

20%

Rep. Ceca

CZ

10%

15%

21%

Romania

RO

5% - 9%

24%

Slovacchia

SK

10%

20%

Slovenia

SI

9,5%

22%

Spagna

ES

4%

10%

21%

Svezia

SE

6% - 12%

25%

Ungheria

HU

5% - 18%

27%

In conclusione, il buco di bilancio c’è, solo che è prospettico, quasi fosse una realtà virtuale, e se il Pil non aumenterà in misura più che consistente, prima o poi le clausole di salvaguardia, che nessun governo vorrebbe mai adottare, alla fine saranno invece applicate.

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