Elettrodomestici Esausti Da Smaltire
7 Gennaio Gen 2018 1500 07 gennaio 2018

Elettrodomestici da smaltire, un "tesoro" ignorato dagli italiani

In cantina si accumulano 200 milioni di tivù, radio e telefonini sorpassati. Ma portarli nelle “isole ecologiche” o riconsegnarli ai rivenditori fa bene ad ambiente, consumatori e comunità. Come fare.

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Non tutti sanno che gli elettrodomestici, piccoli o grandi che siano, una volta “esausti” (guasti, oppure semplicemente superati e sostituiti) vengono catalogati come rifiuti speciali. Non solo perché possono disperdere parti altamente inquinanti, ma anche a causa del fatto che molti dei loro componenti sono materie prime in esaurimento e dunque vanno riciclate.

CI GUADAGNANO TUTTI. Un apparecchio defunto, se correttamente smaltito, inizia una nuova vita come miniera di minerali. Eppure pochi italiani ne sono consapevoli e i più preferiscono disperdere nell'ambiente vecchi televisori catodici, scaldabagno mal funzionanti e accumulare in casa senza un motivo computer e cellulari sorpassati. Niente di più sbagliato, anche perché esistono diverse leggi che possono incentivare uno smaltimento corretto, in cui ci guadagnano tutti: consumatore e comunità.

1. Cellulari e frigoriferi: una miniera di materie prime in esaurimento

Sapete cosa si nasconde nel vostro smartphone? Non solo plastica. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, un cellulare contiene 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 65 grammi di plastica, 1 grammo di terre rare (Praseodimio, Neodimio, Cerio, Lantanio, Samario, Terbio, Disprosio) e metalli preziosi come cadmio, cobalto, rutenio.

PARTI MOLTO INQUINANTI. Un frigorifero è invece composto da 25 chili di ferro, 1 di alluminio, 1 di rame (pari a 225 monete da 5 centesimi di euro) e 6 chili di plastica. Liberarsi dei frigoriferi lasciandoli agli angoli delle strade, come hanno fatto molti romani nel mese di ottobre 2016, significa buttare via una grande quantità di materie prime in esaurimento (le riserve di rame, argento e oro non sono infinite e più diventerà difficile estrarle, maggiore sarà il loro prezzo sul mercato) e soprattutto disperdere nell'ambiente parti molto inquinanti, come il composto chimico del freon, ritenuto uno dei maggiori responsabili del buco dell'ozono. Pensate che le molecole Cfc contenute in un solo frigorifero inquinano quanto un'auto che percorre 15 mila chilometri.

2. Accumuliamo 120 milioni di telefonini: e sono riciclabili al 96%

Dato che non è sempre agevole liberarsi di una lavatrice e molti pensano che il proprio vecchio computer un domani possa sempre tornare a funzionare, sembra che la maggior parte degli italiani stipi in casa elettrodomestici e apparecchi che non usa più. Garage, soffitte e cantine sarebbero colmi di televisori malandati, vecchie radio e telefonini sorpassati, per un totale di 200 milioni di pezzi (studio di Ecodom). Di questi, 120 milioni sarebbero cellulari, per i quali gli italiani nutrono una passione particolare: ne comprano 40 milioni all'anno e accumulano i vecchi modelli.

SI SCAVANO 30 KG DI ROCCIA. Considerando che, con i nuovi processi, il riciclo negli smartphone è pari al 96% dei suoi componenti, stiamo sottraendo all'industria un incredibile numero di metalli preziosi, costringendo i produttori al reperimento dei minerali in natura. E ciò, naturalmente, acuisce il danno ambientale e incrementa le emissioni di anidride carbonica. Solo per estrarre le materie prime necessarie a un singolo smartphone occorre infatti scavare oltre 30 chili di roccia.

3. L'ambiente vi ringrazia: si può evitare di immettere CO2 nell'aria

Secondo Ecodom, in media in un anno ciascun italiano produce 13 chili di rifiuti elettrici o elettronici. Si tratta di una quantità enorme che non può essere dispersa con leggerezza nell'ambiente. Grazie a un calcolatore presente nel sito Remedia, è possibile avere una idea immediata di cosa significhi, in termini di risparmio energetico e di inquinamento, un gesto di civismo come può essere buttare il proprio rasoio elettrico in un apposito contenitore e non tra i rifiuti indifferenziati.

RISPARMI SULL'ESTRAZIONE. Per esempio riciclando un forno microonde si fanno risparmiare 334 kilowatt/ora al processo di estrazione delle sue materie prime e si contribuisce a evitare di immettere nell'ambiente tanta CO2 quanta ne produrrebbe un'auto che percorre oltre 660 chilometri. Su questa pagina si possono controllare i benefici apportati all'ambiente per ogni apparecchio riciclato, a seconda della tipologia.

4. Come si smaltiscono i Raee: non si buttano col resto della spazzatura

Insomma, meglio iniziare a controllare in casa e prepararsi all'idea di dovere dire addio a quel vecchio videoregistratore impolverato o a quel televisore in bianco e nero della nonna che da quando è arrivato il digitale terrestre non è più in grado di trasmettere niente. Meglio invece consegnare i Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche o elettroniche) a chi di dovere, così da aiutare l'intera collettività.

CREAZIONE DI "ISOLE ECOLOGICHE". Ma come? Il decreto legislativo 49/2014 con i relativi decreti attuativi stabilisce anzitutto un obbligo: separare i Raee dagli altri rifiuti e avere cura di consegnarli ai soggetti incaricati della loro raccolta. Non si buttano, insomma, con il resto della spazzatura. La stessa norma impone ai Comuni di prevedere la creazione di “isole ecologiche” nelle quali è possibile portare personalmente l'apparecchio esausto o, in alternativa, di predisporre il ritiro a domicilio.

FERREE NORMATIVE EUROPEE. I grandi centri urbani già attuano questo tipo di servizio, ma nell'ultimo periodo anche gli enti territoriali più piccoli si stanno attivando per adeguarsi alle ferree normative europee: si può chiamare i loro centralini per saperne di più, oppure consultate questa pagina internet.

5. I diritti dei consumatori: "l'uno contro uno" e "l'uno contro zero"

Ma l'aspetto più importante – ignorato da tutti – è che la legge pone in capo agli utenti alcuni diritti che possono agevolare e incentivare il corretto smaltimento dei rifiuti. Per esempio "l'uno contro uno" prevede che tutti i rivenditori di apparecchiature elettroniche ritirino gratuitamente il Raee all'acquisto di un elettrodomestico equivalente (pensateci, la prossima volta che acquisterete un nuovo smartphone, così da smettere di collezionare i vecchi, ma questo vale anche per televisori, computer, forni, eccetera).

ANCHE SENZA NULLA IN CAMBIO. "L'uno contro zero", in vigore da luglio 2016, vi dà invece diritto a restituire gratis al rivenditore apparecchiature molto piccole (sotto i 25 centimetri) senza dovere acquistare nulla in cambio. Cellulari, cd, gamepad, rasoi... L'onere però vale solo per i negozi più grandi, dalla metratura superiore ai 400 metri quadri.

UN OBBLIGO CHE GRAVA SU TUTTI. Invece l'obbligo di comportarsi secondo le regole grava su tutti noi e vale per ogni prodotto che riporta, nelle istruzioni o sulla confezione, l'emblema di un bidone dei rifiuti barrato. Solitamente nessuno fa caso a quel logo, invece riciclare anche gli elettrodomestici più piccoli salva l'ambiente, rispetta la legge e ridà nuova vita alle materie prime in via di esaurimento.

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