Whirlpool
10 Gennaio Gen 2018 2041 10 gennaio 2018

Whirlpool, 500 licenziamenti allo stabilimento Embraco

Chiusa la fabbrica  di Torino. L'azienda: «Non c'erano altre soluzioni, ma dall'Italia non ce ne andiamo». Imminente un incontro al Mise: i sindacati sul piedi di guerra.

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Embraco, azienda del gruppo Whirlpool, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri (Torino), dove si producono compressori per frigoriferi e il licenziamento di 497 lavoratori su un totale di 537. Ora ci sono i 75 giorni, come previsto dalla procedura di mobilità, per cercare di trovare una soluzione fra le parti: a meta gennaio ci sarà il primo incontro all'Unione industriale di Torino.

L'AZIENDA: «NON C'ERANO ALTERNATIVE». Il ministero dello Sviluppo economico è subito intervenuto e ha convocato un incontro per il 12: «Il ministro Calenda si sta impegnando per coinvolgere nella vicenda Whirlpool Usa», dichiara il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. «Prima di arrivare a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi, ma non c'erano altre soluzioni appropriate. L'Italia rimane per noi un Paese importante, manterremo qui una presenza, con un ufficio commerciale per continuare ad assistere la nostra clientela», precisa l'azienda.

I SINDACATI: «INTERVENGA PALAZZO CHIGI». Sul piede di guerra Fiom e Uilm: «Serve un intervento di Palazzo Chigi», afferma il segretario della Fiom torinese, Federico Bellono, mentre Dario Basso, numero uno della Uilm provinciale, accusa l'azienda di avere sempre avuto un comportamento intransigente. L'assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, esprime «enorme sconcerto». Davanti ai cancelli a Riva di Chieri si sono subito riuniti i lavoratori che da quasi tre mesi, giorni di festa compresi, presidiano la fabbrica, dove nei giorni scorsi ha portato la solidarietà della Chiesa torinese anche l'arcivescovo Cesare Nosiglia. L'11 gennaio ci sarà un primo incontro con i sindacati davanti allo stabilimento e il giorno dopo un'assemblea per decidere iniziative di lotta contro la decisione dell'azienda.

DELOCALIZZAZIONE IN ALTRE FABBRICHE. Tre mesi fa l'Embraco aveva annunciato l'intenzione di ridurre i volumi produttivi dello stabilimento torinese e di delocalizzare l'attività in altre fabbriche del gruppo. Una scelta che ha reso impossibile l'utilizzo dei contratti di solidarietà applicati fino all'autunno. La notizia dei licenziamenti collettivi, per i sindacati, era nell'aria: l'azienda aveva infatti prorogato la chiusura dopo le festività fino al 12 gennaio, utilizzando ferie e permessi. Unanime lo sdegno delle forze politiche. Il Pd di Torino condanna «il comportamento dell'azienda» e auspica «un ritorno al dialogo tra tutti i soggetti coinvolti», mentre il deputato di Sinistra Italiana ed esponente di Liberi e uguali Giorgio Airaudo chiede al governo di aprire un tavolo di trattativa a Palazzo Chigi. Critica Francesca Frediani, capogruppo regionale M5s Piemonte, che parla di «una scelta inaccettabile frutto anche dell'immobilismo di Regione e governo incapaci di coinvolgere Whirlpool nelle trattative». Anche per la senatrice di Forza Italia, Maria Rizzotti «il governo è rimasto inattivo nei mesi scorsi sottovalutando la serietà della situazione»

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